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68° anniversario della Liberazione di Roma: cerimonie e incontri

Per il 68° anniversario della Liberazione di Roma, il sindaco Gianni Alemanno e altre autorità di Roma Capitale partecipano, in rappresentanza del Campidoglio, alle cerimonie ufficiali che ripercorrono la memoria della giornata, fondamentale per le sorti della città e dell'intera Nazione.

Per il 68° anniversario della Liberazione di Roma, il sindaco Gianni Alemanno e altre autorità di Roma Capitale partecipano, in rappresentanza del Campidoglio, alle cerimonie ufficiali che ripercorrono la memoria della giornata, fondamentale per le sorti della città e dell'intera Nazione.
 
La giornata – un excursus che fa tappa sui luoghi salienti della Liberazione – è iniziata alle 9, quando il Sindaco ha deposto una corona di fiori sotto il Campidoglio, sull’aiola di San Pietro In Carcere. 
Alle 9.45 l’assessore capitolino al Patrimonio, Lucia Funari, depone fiori a Porta San Paolo e sotto le Mura Aureliane e la Piramide Cestia. Alle 11 e alle 11.15 il consigliere dell’Assemblea Capitolina Giorgio Stefano Masino depone corone floreali a La Storta (km. 14.3 della via Cassia). Alle 19.30, infine, il Sindaco è a Forte Bravetta per commemorare le vittime delle fucilazioni avvenute nel ’43 e nel ’44.
 
Per restituire la memoria dettagliata di quegli avvenimenti, i Musei Capitolini allestiscono a Palazzo Nuovo, dal 5 al 17 giugno, Roma liberata – 4 giugno 1944: giornali d’epoca (da tutto il mondo), centinaia di fotografie, documenti, notizie (in collaborazione con il Centro per la Promozione del Libro). E la Casa della Memoria (via San Francesco di Sales 5, Trastevere), lo stesso giorno della Liberazione, presenta nella Sala Multimediale alle 10.30 Rosario Bentivegna partigiano della pace, giornata voluta dall’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) per far conoscere a studenti e pubblico la figura di uno dei protagonisti dei fatti di via Rasella. Si susseguono conferenze, incontri, proiezioni (un filmato inedito su Bentivegna).
 
Storia di sacrifici e di sangue: prima del 4 giugno, e anche all'arrivo dei liberatori, si succedettero torture e fucilazioni come quelle di Forte Bravetta (77 passati per le armi tra ottobre 1943 e Liberazione) e come l'eccidio consumato – lo stesso 4 giugno 1944 – a La Storta, dove i tedeschi in fuga uccisero sbrigativamente 14 detenuti prelevati da via Tasso, tra cui il sindacalista Bruno Buozzi e il magiaro-britannico Gabor Adler / John Armstrong (la cui identità è rimasta ignota fino al 2009).
 
Per riassumere il significato civile della giornata, il sindaco Alemanno ha così definito nel recente passato l’anniversario del 4 giugno: “Un momento in cui ricordiamo chi si è sacrificato combattendo per la Liberazione d'Italia; e in cui celebriamo il fondamento della nostra democrazia e della nostra Repubblica''.
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