Economia

Wat If: la startup romana di abbigliamento completamente eco-friendly

“Che dire di balene piangenti? Stiamo devastando i mari” cantava nel brano Earth Song il re del pop, Michael Jackson.

Se già negli anni ‘90 il tema green era attuale oggi è sulla bocca, e sui feed, di tutti.
Così una start up romana, abbracciando una nuova forma di economia circolare, si propone come uno dei volani "eco" per cavalcare la grande onda della ripresa economica.

Due sorelle, un brand tutto italiano e un concept di ecologia e riutilizzo tutto sport oriented. L’idea a Federica e Michela, founder e designer del brand, è venuta al ritorno dal paradiso mauritiano.

La loro mission: contribuire concretamente alla difesa di un habitat in pericolo creando una nuova linea di abbigliamento per il mare e la spiaggia 100% eco-friendly, Wat If. Una prima collezione di quattro modelli unici nel loro genere, filati in tessuto Econyl ed Ecopower, sintesi di un’ecosostenibilità che prende vita dal riuso delle plastiche recuperate dagli oceani.

È noto infatti come la plastica sia tra i prodotti sintentici meno biodegradabii, con un tempo di decomposizione di centinaia e centinaia di anni. Solo il 20% della plastica prodotta viene riciclato o incenerito, quello che resta è la causa dell'80% dell'inquinamento marino. Per fortuna ci sono anche buone notizie: da una sola bottiglia riciclata si ricavano ben 1000 metri di filo per la creazione di tessuti. Perché più saremo in grado di riutilizzare, prima rallenteremo il processo di inquinamento dei mari.  

Un contributo concreto a questo futuribile disegno lo vediamo nelle prime produzioni di Wat If, un progetto dal mare e per il mare. È possibile vedere da vicino i modelli della prima collezione e sostenere il progetto delle due sorelle romane sulla pagina Instagram ufficiale e sul sito watif.it.

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