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Lunedì, 17 Giugno 2024
Economia Castro Pretorio / Via Boncompagni

Da villini ad alberghi di lusso. Ecco come Mandarin trasforma un pezzo di storia di Roma

La catena di Hong Kong unisce dieci diversi edifici storici grazie a una deroga al piano regolatore approvata da Roma Capitale, creando un hotel di lusso che sarà pronto dopo il Giubileo

Ci sono dieci villini nel rione Sallustiano a Roma che diventeranno un unico complesso alberghiero di lusso, che aprirà a metà 2026 arricchendo il portfolio della catena internazionale Mandarin Oriental. L'operazione è resa possibile dall'acquisizione in blocco dell'isolato, delimitato da via Piemonte, via Boncompagni, via Quintino Sella e via Sallustiana, da parte del fondo Merope per conto di Elettra. Un investimento che, tra acquisizione e ristrutturazione, si aggira sui 200 milioni di euro. 

Hotel di lusso nel rione Sallustiano

A fine 2023 la giunta capitolina ha approvato una delibera, passata ad aprile 2024 in consiglio, che deroga al piano regolatore generale e permette la trasformazione del complesso di dieci villini in attività ricettiva di lusso. Una trasformazione epocale per il quadrante, a due passi da Porta Pia. Insieme all'intervento a Palazzo Marini (piazza San Silvestro) è una delle operazioni più importanti in chiave turistica che si andranno a definire da qui al 2026 nella Capitale. 

I villini del '900 acquisiti da un fondo privato

La proprietà, come si legge sul sito di Merope, consiste in una superficie complessiva di 17mila metri quadrati all'interno di un parco centenario. I villini sono stati costruiti tutti tra la fine dell' '800 e gli inizi del '900, commissionati ai più importanti e influenti architetti dell'epoca da famiglie nobili o da politici di alto rango residenti a Roma. Si tratta del villino di Rudinì progettato da Basile, il Casati-Stampa, il Franzosini, il Pignatelli (famiglia di Giuseppe Terranova di Pignatelli che incaricò Giuseppe Mariani), il Primoli (Conte Luigi Primoli, progettato da Cesare Salvatori), il Rasponi (Conte Carlo Rasponi Bonanzi, deputato del Regno, che incaricò Carlo Pincherle), il Rattazzi (voluto e abitato dall'allora presidente del Consiglio Urbano Rattazzi), lo Spierer (commissionato a Pincherle dal vicedirettore della Banca Generale di Roma, Dionigi Spierer) il Wood Worth e il Boncompagni de Bildt costruito a inizio del secolo scoro da Giovanni Battista Giovenale.

In particolare quest'ultimo è tra i più affascinanti e ricchi di Storia: progettato nel 1901 su incarico del principe Luigi Boncompagni Ludovisi è esempio del barocchetto romano e unisce questo allo stile Liberty. Abitato dal principe Andrea e dalla moglie Alice Blanceflor de Bildt, che rimasta vedova ci restò anche da sola e nel 1970 mise a disposizione dello Stato la struttura e i suoi contenuti artistici. 

La storia di Mandarin Oriental 

Mandarin Oriental ha 33 strutture di lusso in tutto il mondo, è posseduta da Jardine Matheson Holding, multinazionale attiva nei mercati asiatici con gli uffici principali a Hong Kong. Una storia antica e suggestiva quella della Jardine: è stata fondata a metà Ottocento dal naturalista scozzese William Jardine e inizialmente si occupava di gestire il traffico (illegale) di oppio dall'India alla Cina e di tè e seta verso l'Inghilterra. Oggi, tra le altre cose, è leader nel business del turismo di lusso. E tra un anno e mezzo, a meno di intoppi, aprirà 108 stanze di prestigio nel rione Sallustiano. 

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