Vertenza Carrefour – Romanina: i video della manifestazione di sabato

I dipendenti licenziati, tutt'altro che rassegnati, attaccano la catena francese: “trattati come cenci vecchi”. Intanto si attendono risposte dagli enti locali per un tavolo unico di trattative

Sabato di protesta all'ipermercato Carrefour di Tor Vergata. A manifestare sono stati i 116 dipendenti licenziati nel vicino ipermercato Carrefour de La Romanina. Una protesta che si è allargata a tutti i supermercati del marchio (GS, dìxdì e Carrefour) in segno di solidarietà verso i licenziati.

“Una protesta per dire che non ci arrendiamo”, spiega un dipendente. “Non è giusto che questi francesi ci abbiamo sfruttato, arrivando a fare anche 300 miliardi di fatturato ed ora ci buttino via come se fossimo dei cenci vecchi”. Tra i licenziati madri di famiglia, persone con problemi fisici ed anche rappresentanti sindacali.

C'è anche chi in famiglia si è visto recapitare due lettere, visto che sia moglie che marito lavoravano nel supermercato. “Secondo voi è giusto che sia io che mio marito siamo stati sbattuti in mezzo ad una strada,senza più uno straccio di lavoro. Alla nostra età, chi ci farà più lavorare?”, racconta amara una delle dipendenti licenziate.

Tanta rabbia, ma anche la speranza che gli enti locali si decidano a convocare un tavolo di trattative. “Questo è il nostro primo obiettivo”, spiega Vittorio Pezzotti della Filcams Cgil. “Aspettiamo una convocazione della Regione e speriamo che anche Comune e Provincia si interessino alla questione”.

La Filcams Cgil sostiene che la vera intenzione di Carrefour è quella di far ricorso al precariato. “Un ridimensionamento dei reparti in crisi a La Romanina, visti gli incassi, può anche essere plausibile”, spiega Pezzotti. “Ciò che non è plausibile è constatare che negli altri 4 ipermercati del gruppo nonché nella stessa struttura della Romanina “ristretta” lavorino i cosiddetti merchandiser e promoter, inquadrati con contratti a termine da aziende terze e che in molti casi svolgono le stesse mansioni dei dipendenti licenziati. I dipendenti licenziati sarebbero potuti essere riposizionati negli altri punti vendita del gruppo. Invece si è ritenuto più comodo e facile licenziare”.

Un video della protesta

Il servizio del Tg3

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