Economia

Acea: possibile vendita del 21% delle quote da parte di Roma Capitale

Cremonesi: "Vediamo quali sono le decisioni del consiglio comunale in materia, la società in quanto tale non può che rispettare le decisioni dei propri soci anche senza commentarle"

Oggi il sindaco Alemanno e la giunta capitolina riuniti in assemblea avrebbero dovuto decidere del destino di Acea. Il comune di Roma infatti ha deciso di vendere il 21% delle azioni possedute della multiutility per salvaguardare il destino di una miriade di contratti pubblici.

Il Bilancio del Campidoglio è in rosso, la situazione dei conti di Roma Capitale, come illustrato da Milano Finanza è seguita con attenzione anche dal ministero dell'Economia. Presumibilmente,

si procederà con la vendita a privati di parte della holding;  l'imprenditore più accreditato sembra essere Francesco Gaetano Caltagirone, che già possiede il 16% della multiutility.  Ma "secondo fonti vicine al gruppo romano- scrivono quelli di MF- l'imprenditore non ha intenzione di acquistare pacchetti dal Comune e se volesse rafforzarsi ancora nell'azionariato di Acea lo farebbe piuttosto continuando ad acquistare azioni sul mercato".   

Il presidente dell'Acea, Giancarlo Cremonesi, rispondendo alle domande sulla possibilità di una vendita del 21% delle quote di Acea da parte di Roma Capitale, che porterebbe il Campidoglio a passare dal 51% al 30%, dichiara: "Vediamo quali sono le decisioni del consiglio comunale in materia, la società in quanto tale non può che rispettare le decisioni dei propri soci anche senza commentarle, perché non è questo il compito del cda o del presidente". Interpellato a margine della giunta di Assonime, su eventuali cambiamenti di strategia come conseguenza della cessione delle quote da parte del Comune, ha evidenziato: "Direi assolutamente no, perché ormai Acea agisce con logiche di società quotata in Borsa, con le regole che la Consob indica".

Invece, sul coinvolgimento di Acea nel progetto, che parte dal Nord, per la realizzazione di una grande multiultility, il presidente Giancarlo Cremonesi spiega: "Vedremo come sarà disegnata e dopo diremo, come Acea, se ci interesse farne parte oppure troveremo delle sinergie o delle alleanze, con la stessa grande multiutulity del Nord o con altre". Sicuramente, sottolinea Cremonesi, interpellato a margine della giunta Assonime, "c'é la necessità di razionalizzare e di aumentare la massa critica delle società. E' importante che anche in Italia nascano delle società, attraverso alleanza, fusioni e tutto quello che è possibile mettere in campo, in grado di competere all'estero". Per il presidente di Acea, infatti, "il sistema Italia per poter competere con i colossi internazionali ha bisogno di fare squadra". Riguardo alle possibilità di creare dei poli, aggiunge "le ipotesi sono varie e una, appunto, riguarda la grande multiutility del Nord". A proposito, quindi, ribadisce: "Dovremmo vedere come sono concepite e quali sono le ipotesi di sviluppo che possono dare al sistema delle multiutility italiane".
 

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