Udicon: "Nessuna proposta può essere discriminatoria"

Famiglie sempre più povere al punto tale da non potersi permettere neanche di pagare l'affitto di un appartamento

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

Famiglie sempre più povere al punto tale da non potersi permettere neanche di pagare l'affitto di un appartamento: questa, purtroppo, la situazione comune al sud così come al nord Italia dove, per garantire ai propri figli un alloggio sicuro, si è costretti a mettersi in lista per ottenere una casa popolare. Anni e anni in attesa di una chiamata che per molti non arriverà mai, perché la richiesta è talmente tanto elevata da non riuscire ad evaderla completamente. Ogni Comune cerca, a proprio modo, di risolvere la situazione, a volte arrivando anche a soluzioni veramente estreme che ignorano i diritti fondamentali, così come è successo in Lombardia e, negli ultimi giorni in Veneto, regioni in cui si sta portando avanti una proposta alquanto insolita: assegnare le case popolari solo ai residenti da più di dieci anni.

"Basta vederla nei fatti perché questa proposta - afferma Denis Nesci, Presidente Nazionale dell' U.Di.Con. - non regge con la pratica oltreché con la morale di vivere in uno stato che si ritiene ancora civile. Un giovane straniero a venti anni avrà la possibilità di avere un aiuto a 35 anni è come se gli avessimo dato per tutto questo periodo gli arresti domiciliari; 15 anni sono una vita, una generazione che si consuma. Bisogna prendere in considerazione il fatto che in questo Paese è necessario capire che, oltre gli steccati di partito, dovrebbe esistere un buon senso ed oggi questo è andato in vacanza."

Così facendo si priva un'intera comunità di cittadini italiani migrati magari dal sud Italia e stranieri, della possibilità di poter vedere assegnata una casa popolare, uomini e donne che magari vivono da tempo in Italia, che pagano le tasse, che tutti i giorni si svegliano presto per andare a lavoro, che hanno soltanto voglia di creare per loro e per i loro figli un futuro migliore.

La crisi economica si supera offrendo nuove opportunità: creando nuovi posti di lavoro, dando parità di diritti e di doveri, ampliando i servizi alla popolazione e, tra questi, la possibilità di essere ammessi negli asili nido, cosa che potrebbe non essere così scontata se passasse la proposta presentata dalla Lega.

Insomma, non deve esistere alcuna discriminazione nei confronti dei cittadini extralombardi, siano essi italiani o stranieri che da anni, ormai, risiedono stabilmente nel nord.

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