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Foto: stroilioro.com

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Chiude Stroili Oro, lavoratrici trasferite anche in Sicilia: dichiarato lo stato di agitazione

Lo store di Fiano Romano chiuderà il 15 marzo, tre lavoratrici destinate a riduzione orario e altre sedi: Fiumicino e Melilli in provincia di Siracusa. Falcucci (Fisascat-Cisl): “Alternative irricevibili, sono licenziamenti mascherati”

Il personale dei negozi Stroili Oro di Roma in stato di agitazione. C’è preoccupazione tra i lavoratori del brand leader del made in Italy: quello nato nel ‘96 dall’idea innovativa di rendere accessibile il mondo del gioiello “a chiunque desideri indossare qualcosa di unico ed inimitabile, riuscendo a mantenere intatte le sue caratteristiche di lusso, preziosità e bellezza, investendo sulla ricerca e il design”. 

Chiudel Stroili Oro di Fiano: lavoratrici trasferite a Fiumicino e in Sicilia

Il punto vendita Stroili Oro di Fiano Romano è in chiusura. Tre le lavoratrici che dal 15 marzo si troveranno fuori dallo store del centro commerciale Feronia: una ha già accettato di fuoriuscire e firmerà le dimissioni per giusta causa andando incontro alla Naspi, l’indennità mensile di disoccupazione, nella speranza di trovare un’occupazione migliore; le altre due vorrebbero restare in azienda ma le alternative le porterebbero lontane da casa, con orario di lavoro ridotto. Una destinata a Fiumicino, part time da 24 ore; la responsabile addirittura a Melilli, in Sicilia, o in alternativa ad Anagnina rinunciando al livello e ad un monte ore, orario ridotto alle 24 settimanali anche per lei. 

Il sindacato: "Proposte alternative irricevibili"

“Sono prospettive irricevibili, che sanno tanto di proposte finalizzate affinchè le lavoratrici si facciano da parte” - ha spiegato a RomaToday la segretaria territoriale della Fisascat-CISL di Roma Capitale e Rieti, Giulia Falcucci. “Non vorremmo che si trattasse di un ‘licenziamento mascherato’, e crediamo che si debba fare tutto il possibile per andar loro incontro”. 

Per discutere della situazione, “e non lasciare nulla di intentato”, il 12 marzo si terrà un’assemblea telematica di tutte le lavoratrici e lavoratori di Roma. “E’ fondamentale che siano previste tutele per tutti” - aggiunge la sindacalista. 

Si perchè  il comparto del commercio vive una crisi profonda, acuita dalla pandemia, e per i lavoratori è complicatissimo trovare seconde chance. “Non possono essere i dipendenti a pagare il prezzo di una crisi senza precedenti. Peraltro, per quasi il 70%, il personale capitolino del settore è donna, e deve dunque affrontare numerose problematiche di conciliazione dei tempi vita-lavoro, gap salariale e non solo”. 

Chiudono le profumerie Douglas

Una scure, quella della crisi e dei negozi in chiusura, che in queste settimane si sta abbattendo anche sui dipendenti, pure qui perlopiù donne, delle profumerie Douglas: 128 quelle che chiuderanno in tutta Italia, 346 i lavoratori coinvolti. A Roma sono 14 gli store destinati ad abbassare le serrande con circa 60 addetti a profumi e cosmetici che restano appesi ad un filo, alla speranza di essere ricollocati magari nelle attività che apriranno al posto del brand tedesco. 
 

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