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A Roma nel 2020 4500 sfratti: l'allarme di Unione Inquilini

. "Se gli sfratti eseguiti calano del 76,07 un calo dovuto essenzialmente al lockdown, certo questo non ci lascia meno preoccupati", afferma la segretaria di Unione Inquilini Roma Silvia Paoluzzi.

In piena pandemia a Roma si è continuato a sfrattare e ben 335 famiglie sono finite in strada. A raccontarlo sono i dati forniti dal Viminale per il 2020 e rilanciati dal sindacato Unione Inquilini. I provvedimenti di sfratto certificati nel Lazio sono 5.512, di questi 4.841 nella capitale. L'incidenza della morosità è esponenziale, sono infatti 4.229 a fronte di 84 per necessità del locatore e 255 per finita locazione. "Se gli sfratti eseguiti calano del 76,07 un calo dovuto essenzialmente al lockdown, certo questo non ci lascia meno preoccupati",  afferma la segretaria di Unione Inquilini Roma Silvia Paoluzzi.

Dalle tabelle Roma nel Lazio detiene quasi per intero le quote degli sfratti evidenziando come la precarietà abitativa sia una piaga alla quale le amministrazioni non sono state in grado di trovare rimedio. "Sono le famiglie in affitto oggi la vera priorità", spiega Unione Inquilini. "Colpite dalla crisi economica, colpite dalla perdita del lavoro, le stesse che spesso ristagnano nella graduatoria Erp. Dopo 5 anni la Sindaca Virginia Raggi non ha investito per l'incremento degli alloggi Erp e a Roma si assegnano, in maniera ottimistica circa 250 alloggi l'anno, mentre i contributi stanziati per i contributi affitto, seppur esigui, non sono stati erogati perché imbrigliati nelle maglie della burocrazia, mentre i tribunali continuano invece a lavorare". 

Dito puntano anche contro la Prefettura: "Nessuna reazione neppure dalla Prefettura nonostante i richiami della Ministra Lamorgese. Il Prefetto Matteo Piantedosi infatti dopo un primo incontro interlocutorio con i sindacati e l'annuncio dei prossimi 4500 sfratti su Roma non ha provveduto a istituire una cabina di regia per la graduatoria degli sfratti". 

"Dati che pesano soprattutto se si analizza la situazione e la tenuta sociale della nostra città", conclude Paoluzzi. "Alle sacche di povertà affossate dalla crisi dovranno rispondere i candidati a sindaco delle prossime Amministrative. Roma è la capitale d'Italia e i cittadini sono stanchi di vedere annunci elettorali con l'inaugurazione di nuove aiuole di fiori, occorre rispondere con interventi strutturali coraggiosi e responsabili alle necessità reali delle persone". 

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