Vertenza Carrefour – Romanina: le proteste si allargano in tutti i supermercati di Roma

La Filcams–Cgil annuncia agitazioni nei supermercati del gruppo, ovvero Carrefour, Gs e dìperdì. Il segretario Pezzotti a Romatoday: “I lavoratori non possono essere trattati come cenci da buttare via quando non servono più”

Si allarga la protesta per i licenziamenti all'ipermercato Carrefour della Romanina. Nei prossimi giorni infatti saranno possibili scioperi cosiddetti a “singhiozzo” (comunicati senza troppo preavviso, per impedire sostituzioni strategiche) di quattro ore in tutti gli ipermercati e i supermercati del gruppo Carrefour (Carrefour, Gs e dìperdì), nonché assemblee dei dipendenti.

Entrambe le forme di protesta saranno accompagnate da un volantinaggio per spiegare ai clienti quello che sta accadendo all'ipermercato della Romanina.

Ad annunciarlo è il segretario della Filcams CGIL Roma/Lazio, Vittorio Pezzotti che ha definito queste “le prime iniziative da mettere in campo, sperando che si apra al più presto un tavolo unico con gli enti locali per risolvere la vicenda”.
Quello di Carrefour è un modo di fare commercio da bottegai
La Carrefour nei giorni scorsi ha notificato una lettera di licenziamento a 116 dipendenti, motivando il ridimensionamento dell'organico con la “concorrenza nel settore” e con “il perdurare della crisi economica”. L'ipermercato, in sostanza, vedrà dimezzarsi la propria attività, con la struttura che perderà un piano, passando da 10.000 a 5.000 metri quadri.

La forza lavoro passerà da 241 a 125 persone. Ad essere interessati dal taglio sono i dipendenti del settore no food (elettromedistici, hi fi, radio tv e tessile). “Un ridimensionamento di questi reparti, visti gli incassi, può anche essere plausibile”, spiega Pezzotti. “Ciò che non è plausibile è constatare che negli altri 4 ipermercati del gruppo nonché nella stessa struttura della Romanina “ristretta” lavorino i cosiddetti merchandiser e promoter, inquadrati con contratti a termine da aziende terze e che in molti casi svolgono le stesse mansioni dei dipendenti licenziati”.

La Filcams CGIL Roma/Lazio quantifica in 30 le figure di merchandiser e promoter, sotto contratto con altre aziende ma che lavorano per Carrefour, e in 8 gli stagisti che svolgono le mansioni dei licenziati.

“Questo è un modo di fare commercio da bottegai”, attacca Pezzotti. “E' assurdo che la grande distribuzione sprema la forza lavoro fino a quando ne ha bisogno, per poi buttare via le persone come fossero cenci vecchi. E' un modo di fare che non dovrebbe appartenere a quello che è il secondo gruppo mondiale nel settore della grande distribuzione. Sembra quasi che per portare avanti una politica di prezzi contenuti (che in realtà non praticano fino in fondo) vogliano far leva proprio sui lavoratori, andando magari ad utilizzare forme contrattuali precarie”.

La Filcams si augura che quanto prima venga convocato un tavolo unico con Regione, Provincia e Comune per provare a risolvere questa situazione per la quale rischiano di finire senza lavoro ragazze madri, persone monoreddito o con gravi problemi di salute".

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