Sant'Eugenio, chiude emodinamica: dubbi di "scarsa trasparenza nelle procedure"

Il reparto potrebbe essere stato aperto senza le dovute autorizzazioni e con alcune attività non a norma. Codici: "C'è il rischio sia l'ennesima mancanza di trasparenza e caso di spreco"

Il reparto di Emodinamica del Sant’Eugenio, inaugurato solo un anno fa, chiude. Si parla di circa una settimana per ristabilire l’ordine, ma si viaggia nel campo delle previsioni. Di certo al momento non c'è nulla. 

A quanto pare il reparto sarebbe stato aperto nel 2006 senza le dovute autorizzazioni regionali. Alcune attività non erano perfettamente a norma, dalla pulizia, alla scarsa manutenzione, alla trasformazione dei locali.
 
A lanciare l'allarme è Codici che, in una nota, si interroga su "come sia stato possibile aprire un reparto senza le dovute autorizzazioni e poi chiuderlo per mancanza di manutenzione". Il sospetto è che sia l'ennesima "mancanza di trasparenze nelle procedure". 
 
L’associazione, ormai da tempo, si batte contro "gli inutili tagli lineari e nella lotta agli sprechi, avanzando proposte chiare e concrete". Fra le battaglie storiche di Codici: "la riduzione del costo del personale medico, il riordino della rete ospedaliera, un'attività di monitoraggio per evitare le 'farmatruffe' e soprattutto un taglio drastico delle onerose consulenze di dubbia utilità.

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"La vicenda è totalmente contraria alla politica della lotta agli sprechi a cui l’associazione invita ormai da tempo – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Spendere meglio dovrebbe essere un imperativo comune, vista la drammaticità delle condizioni della sanità italiana, invece abbiamo un caso di dispersione di risorse e ipotetica mancanza di trasparenza nelle procedure, che non fa altro che aggravare una situazione già preoccupante".

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