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Caffè della Pace: un pezzo di storia romana sotto sfratto

Dalle sue sale sono passate le personalità più in vista dello spettacolo e della cultura. Tra le tante Monicelli, De Niro, Monica Bellucci. Ed anche il prossimo santo Giovanni Paolo II ha preso qui un caffé

I tavolini affacciati sul Chiostro del Bramante, le salette interne in stile bohémien, l'ambiente raffinato che dà un assaggio della dolce vita. E' questa l'atmosfera che si respira al Caffè della Pace, uno dei più rinomati locali storici di Roma che vanta un passato centenario. I suoi salotti hanno ospitato le personalità più in vista dello spettacolo e sono diventati il luogo di incontro privilegiato per poeti, pittori e uomini di cultura. E' qui che nei primissimi anni Ottanta Achille Bonito Oliva, ancora oggi affezionato cliente del Caffè, ha dato vita alla Transavanguardia italiana. E' qui che Monicelli amava fare le sue colazioni mentre, seduto all'esterno, si godeva la splendida vista sulla Chiesa di Santa Maria della Pace. E' da qui che Mariangela Melato, riparata nella saletta interna, sceglieva di rilasciare le sue interviste. E' qui che sono nati e finiti tanti amori. Dai suoi tavolini sono passati poeti del calibro di Ungaretti e Caproni, pittori come Schifano, Testa, Angeli e Fioroni, star come Madonna, attori come Matt Dillon, Monica Bellucci e Robert De Niro, registi come Fellini, Spike Lee e Woody Allen che, nel 2012, ha scelto il locale per girare una scena del suo "To Rome with Love". Persino Papa Giovanni Paolo II ha voluto fare colazione al Caffè prima di celebrare la messa a Santa Maria della Pace. A metà tra realtà e leggenda, si racconta anche che negli anni Novanta, durante una cena nel locale, Diane Keaton abbia iniziato una memorabile lite con l'allora fidanzato Al Pacino, a cui non venne risparmiato nemmeno un sonoro schiaffo. Tantissime sono state le feste mondane che il Caffè ha ospitato e, come dice Daniela Serafini proprietaria del bar, sarebbe impossibile elencare tutte le celebrità che qui si sono fermate. Si potrebbe forse dire più facilmente "chi non è mai passato".

Il Caffè della Pace apre ufficialmente i battenti più di un secolo fa, nel 1891, ma la sua storia è probabilmente ancora più antica. Risale fino al XVIII secolo, come testimoniano le incisioni della piazza realizzate da Piranesi e Falda. L'edificio in cui sorge è di proprietà dell'Pontificio Istituto Teutonico di Santa Maria dell'Anima e, da fine Ottocento, solo due famiglie lo hanno gestito. La prima è quella degli Aleggiani che per primi hanno aperto il 'baretto'. Il Caffè che però conosciamo oggi è il locale della famiglia Serafini nato nel 1961, con la suocera della signora Daniela. Da allora sono passate tre generazioni e il Bar della Pace ha perso la sua natura di caffè di quartiere per diventare uno dei posti più rinomati della Capitale, nominato Negozio storico a metà degli anni Ottanta, Bottega storica nel 2012 e Locale storico d'Italia circa due anni prima. L'arredo, modernizzato negli anni Sessanta secondo la moda, è tornato nel tempo all'originalità 'antica' con statue, piani in marmo, grandi specchi e pezzi d'antiquariato che regalano al locale un clima di prestigio ed eleganza.

Il lusso delle sale, la presenza di grandi personalità e la vista straordinaria rendono magico questo posto, ma c'è qualcosa che fa diventare il Caffè della Pace ancora più speciale. Ed è il fatto che il bar è da sempre "un luogo 'nazional popolare' aperto a tutti, dove non si fanno differenze tra i clienti", racconta Daniela. Ed è anche un posto a 360 gradi adatto a una colazione, un brunch o alla vita notturna. A tutte le ore il clima è familiare, in modo che chiunque possa sentirsi a casa. Vip e gente comune si mescolano e partecipano insieme agli eventi che la famiglia organizza. Tra i più amati degli ultimi 15 anni c'è quello del 31 dicembre, quando dalle 20.00 si cominciano a sparare i fuochi d'artificio per poi lasciare spazio a musica, lanci di sale grosso, balli e brindisi in cui la Sig.ra Daniela ama coinvolgere i passanti. Questa atmosfera e la collocazione strategica hanno conquistato tantissimi romani, italiani e stranieri che hanno affollato e affollano tutt'oggi i tavolini e le sale del bar.

Il Caffè della Pace è diventato una vera istituzione, una tappa obbligata per chi passa da Roma, un monumento 'vivente' e "un gioiello conosciuto in tutto il mondo" dice la Sig.ra Serafini. La sua fama e il suo prestigio hanno consentito al locale di sopravvivere (anche se con fatica) persino alla crisi economica. Ma oggi tutto questo rischia di sparire a causa di uno sfratto che obbliga il Caffè ad abbandonare la sua sede storica, ponendo fine a un pezzo di storia della Capitale e dell'Italia.

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