Viaggio nel mondo dei "riders", parla Foodora: "L'84% dei nostri lavoratori non è insoddisfatto"

Dalla Pr Manager all'ad: "I nostri punti di forza sono i contratti co.co.co., il versamento dei contributi Inps, Inail e la polizza assicurativa. Ma in molti non lo sanno"

Dopo la nostra inchiesta sui “riders” romani e l’intervista al ceo di Moovenda, il viaggio nella tanto discussa “gig economy” continua.

Stavolta ci confrontiamo con “Foodora”, parte di “Delivery Hero”, leader mondiale del food delivery, presente in oltre 40 nazioni con oltre 30 brand differenti. L’azienda ha “dato” il nome alla famosa sentenza del 7 maggio scorso che, dopo le manifestazioni di protesta, ha decretato i “riders” come lavoratori autonomi e non subordinati, suscitando infinite polemiche.

La Pr manager di Foodora Italia, Maia Lottersberger, ci ha gentilmente contattati per chiarire la posizione dell’azienda. Tra aprile e maggio 2018 è stato effettuato un sondaggio a livello mondiale affinché i riders potessero condividere, in forma anonima, suggerimenti e problematiche. In Italia, il questionario è stato condiviso anche con l’Inps, perché, come ci spiega la Lottersberger e come in seguito ci chiarirà l'amministratore delegato,  “i rider di Foodora, a differenza della prassi del settore che prevede la partita iva e ritenute d'acconto, hanno invece contratti di collaborazione coordinata continuativa (co.co.co.), che prevedono importanti tutele come il versamento dei contribuiti Inps, l’assicurazione Inail in caso di infortuni sul lavoro, e una polizza assicurativa in caso di danni contro terzi che la società tiene a suo carico”.

I risultati dell’indagine: l’84% dei lavoratori non si dice insoddisfatto

L’84% dei rider non si è dichiarato insoddisfatto di lavorare con Foodora (50% soddisfatto, 14% molto soddisfatto, 20% neutro). I fattori che più soddisfano i riders sono: l’interazione con i clienti (98%); la flessibilità della collaborazione (92%); incontri con altri rider (87%). Infine, a riprova dell’attenzione verso la sicurezza, il 90% dei rider si è dichiarato soddisfatto dell’equipaggiamento fornito.

Altri dati stabiliscono che: quasi il 90% dei lavoratori ha meno di 35 anni, per la maggior parte si tratta di studenti (48%) o di persone che svolgono anche un altro lavoro (28%), o lo ricercano (11%). Il 75% dei riders lavora meno di 25 ore alla settimana (40% meno di 15 ore; 35% tra le 15 e le 25 ore).

Le tariffe Foodora e le parole dell’amministratore delegato

L’azienda comunica che il corrispettivo di ogni consegna è di circa 5 euro per Foodora, in cui sono inclusi i contributi Inps ed il compenso lordo del rider pari a 4 euro. Generalmente vengono completate tra le 2 e le 3 consegne l’ora, per un corrispettivo totale orario che oscilla tra 10 e 15 euro, inclusivo di contributi.

“Primi nel settore, offriamo ai riders le massime tutele possibili in un contesto “flessibile” - afferma l’ad di Foodora Italia Gianluca Cocco - utilizzando i contratti di collaborazione coordinata e continuativa che garantiscono, tramite versamento dei contributi Inps, l’accesso ad una serie di tutele non presenti in collaborazioni occasionali e partite Iva. A ciò si aggiungono l’assicurazione Inail per gli infortuni sul lavoro ed una polizza assicurativa privata in caso di danni a terzi. Nello specifico, i contributi Inps versati danno accesso ad una serie di tutele spesso non sufficientemente note, come sussidi di maternità, indennità di malattia e la possibilità di utilizzare assegni al nucleo familiare (Anf). È fondamentale che i riders siano a conoscenza delle tutele che già hanno e che siano supportati in caso di problematiche. Provvederemo a fare delle giornate di informazione in collaborazione con Inps dopo l’estate. Questo è il primo punto su cui vogliamo lavorare. Inoltre continueremo le campagne di sensibilizzazione già in corso: quella focalizzata sul necessario rispetto del Codice della strada e quella relativa al’informazione circa i rischi generali e specifici della collaborazione. Garantiamo, poi, il conferimento dei dispositivi individuali di sicurezza come caschetto, luci e giacca/maglia ad alta visibilità”.

Alla luce dell’indagine poi, Cocco conclude l’analisi: “Foodora si conferma come un’importante opportunità di un reddito reale in un contesto di lavoro “flessibile” tipico del nostro tipo di business in cui la forma contrattuale prescelta (co.co.co.), permette ai nostri riders di trovare un’ocupazione caratterizzata da modalità, tempi e disponibilità che si adattino alle esigenze di studio o di un altro lavoro, pur senza scendere a compromessi in fatto di tutele grazie alle assicurazioni in essere e ai contributi versati. Adesso abbiamo bisogno di normative uniformi a livello nazionale affinché siano gestibili e replicabili da tutte le realtà allo stesso modo”.

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Abbiamo reso nota la posizione di Foodora ed accetteremo l’invito ad intervistare dei loro riders, naturalmente incontrati da noi per caso, al fine di confrontare le loro esperienze con quanto descritto.

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