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Economia

I rider di Roma diventano lavoratori dipendenti: oltre mille assunzioni “con tutele"

Il nuovo modello di lavoro subordinato, scaturito dalla sigla dell'accordo sindacale nella primavera scorsa, parte da Roma con l’assunzione di oltre 1000 rider di JustEat

I rider diventano lavoratori dipendenti. Il nuovo modello di lavoro subordinato parte da Roma con l’assunzione di oltre 1000 rider di JustEat a cui verrà applicato il contratto collettivo nazionale del settore Logistica, Trasporto, Merci e Spedizioni che garantisce i diritti sindacali e il trattamento economico e normativo previsto dall’accordo sindacale siglato nella scorsa primavera tra il colosso del delivery e i confederali. 

I rider di JustEat a Roma diventano dipendenti

Il contratto prevede l’applicazione di festività, lavoro straordinario, ferie, malattia, maternità/paternità secondo quanto regolamentato dal CCNL. La retribuzione segue le tabelle previste dal CCNL con un compenso orario che di norma non sarà inferiore a 9 euro sino alla maturazione di un’anzianità lavorativa della durata complessiva di due anni. Ad un salario orario di partenza di 8,50 euro si aggiunge infatti il premio di risultato di 0.25 euro a consegna e l’accantonamento del TFR, oltre alle eventuali maggiorazioni per il lavoro supplementare, straordinario, festivo e notturno. A Roma sono previsti diversi regimi orari di part time (da 10, 20 o 30 ore), i turni vengono pianificati mediante un’app dove il rider dà la sua disponibilità per la settimana successiva e Just Eat, considerando la preferenza, procede alla pianificazione della settimana lavorativa.

Lavoro, cosa prevede il contratto dei rider

Ai rider che già consegnano con la piattaforma “arancione” in città come lavoratori autonomi, viene proposto un contratto di lavoro con monte ore settimanale calcolato sulla media delle ore lavorate nel periodo precedente. La proposta di assunzione è fatta contattando direttamente i rider e dando loro la priorità di assunzione come da articolo 23 dell’accordo integrativo aziendale firmato con le organizzazioni sindacali nazionali Cgil, Cisl e Uil in data 29 marzo.

Sono previste inoltre indennità a titolo di rimborso chilometrico per l’utilizzo del proprio mezzo per le consegne, ciclomotore o bicicletta. Piena e integrale l'applicazione delle norme vigenti in materia di salute e sicurezza e consegna di tutti i dispositivi di protezione individuale previsti dalla normativa vigente, e dotazioni di sicurezza gratuite come casco, indumenti con inserti ad alta visibilità e indumenti antipioggia e zaino per il trasporto del cibo, oltre a igienizzanti e mascherine anti-Covid. Inoltre, in aggiunta alle coperture assicurative fornite dagli istituti di previdenza ed assistenza pubblici (INPS e INAIL) a tutti i dipendenti sarà fornita un’assicurazione nel caso si verifichi un incidente grave sul lavoro. Le candidature, con conseguente colloquio, sono aperte. Ai rider assunti verrà offerto un training dedicato con 12 ore di formazione base e specifica sulla professione e sul tema salute e sicurezza, quali parti integranti del lavoro e regolarmente retribuite, insieme a una visita medica periodica di idoneità al lavoro.

Food delibvery a Roma: incremento del 110%

"Il Gruppo prosegue nel percorso di investimento sul territorio, creando posti di lavoro nella città, generando opportunità a sostegno della crescita del mercato del food delivery e migliorando il livello del servizio” - scrive in una nota JustEat. A Roma il trend della crescita delle consegne a domicilio anno su anno è positivo con un incremento del 110% dei ristoranti che hanno scelto il digital food delivery.

Il contratto che divide il mondo dei rider: c'è chi vuole rimanere autonomo

Un accordo che però ha diviso il mondo dei rider, per qualcuno quel contratto non è l'orizzonte sperato dopo anni di chilometri macinati in strada per le consegne. “Il contratto sottoscritto - avevano spiegato in una manifestazione sotto Montecitorio coloro che preferiscono rimanere autonomi - prevede delle paghe orarie bassissime l'assunzione in regime subordinato di dieci ore alla settimana. Il che significa che guadagneremo circa duecento euro al mese. Uno stipendio da fame che non risolve il problema dei rider”. 

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