Giovedì, 16 Settembre 2021
Economia

Requisiti per aprire un panificio in Italia

Il settore alimentare sembra essere uno di quelli, nell’ambito del commercio, esenti dalla crisi. E i panifici restano esercizi di quartiere indispensabili. Pur avendo comunque cambiato fisionomia, per rispondere a una società in evoluzione, virando verso il bar o la bakery

Forse per questo molte persone hanno l’obiettivo di aprire un panificio, che resta comunque un’attività impegnativa e totalizzante. Oggi per avere successo bisogna offrire un servizio eccellente ed essere specializzati; ecco perché prepararsi, per esempio seguendo dei corsi di panificazione, è imprescindibile.

Oltre alla propria formazione, bisogna soddisfare i requisiti per aprire un panificio in Italia

I titoli indispensabili

È quindi necessario, al momento dell’apertura del negozio, che il titolare abbia almeno uno fra i seguenti requisiti: 

• aver lavorato almeno 2 anni in attività del settore panificazione, avendo avuto contratto di assunzione con qualifica di panettiere
• aver seguito un corso per avvio di una attività che rientri all’interno del settore alimentare; il corso deve essere stato organizzato da Confcommercio oppure da un altro ente a patto che abbia le necessarie autorizzazioni
• avere il diploma di scuola alberghiera

È sufficiente che sia un dipendente, e non per forza il titolare, ad avere i requisiti, ma solo se regolarmente assunto al momento dell’inizio dell’attività. 

Le normative di riferimento
Per non incappare in mancanze o errori di tipo giuridico, è bene sapere quali sono le principali normative di riferimento 
•    somministrazione di alimenti e bevande al pubblico: L. 287/91;
•    norma igienica per imballi, recipienti e utensili a contatto con sostanze alimentari: Decreto Ministeriale del 21 marzo ‘73;
•    riforma della disciplina al settore del commercio: Decreto Bersani (n.114/98)

L’iter per aprire una attività
Esiste una trafila burocratica precisa, che è comune a qualsiasi attività imprenditoriale si voglia avviare. Solitamente è il commercialista incaricato a seguire l’intera procedura.
Per prima cosa è necessario aprire una partita Iva presso l’Agenzia delle Entrate; questa deve essere collegata al codice Ateco relativo all’attività svolta. 

Il codice Ateco è l’identificativo dell’attività professionale o economica svolta dal titolare. È fondamentale verificare che sia corretto, perché la società non potrà svolgere alcun servizio che non sia collegato a quel codice. Ovviamente, è possibile averne più di uno.
Per il panifico, il codice Ateco è il 10.71.10, che recita testualmente “Produzione di prodotti di panetteria freschi”.

Il passaggio successivo è inviare la Segnalazione certificata di inizio attività (Scia) al Comune nel cui territorio il panificio ha sede; sempre al Comune va fatta richiesta per l’esposizione per l’insegna.

Assolutamente da non dimenticare, l’apertura delle posizioni del titolare, o dei soci, presso l’Inps, per la posizione previdenziale, e l’Inail per quella infortunistica. 

Le certificazioni per il settore alimentare
Avere una attività nel settore alimentare richiedere qualche certificazione in più, rispetto ad altri esercizi commerciali, per esempio nel campo dell’abbigliamento. 
I lavoratori di un panificio devono avere le certificazioni Sab e Haccp, imprescindibili per poter manipolare e servire alimenti.

Per maggiori informazioni su come aprire una panificio clicca qui.


 

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