Mercoledì, 17 Luglio 2024
Economia

Il Comune di Roma spende meno: in calo investimenti e appalti pubblici

È quanto emerge nel rapporto annuale di Banca d'Italia, fotografia del quadro economico a livello regionale relativo all'anno 2022

La spesa corrente a livello regionale aumenta ma non a Roma. E sempre il comune di Roma investe meno rispetto agli anni passati. È quanto emerge nel rapporto annuale di Banca d'Italia, fotografia del quadro economico a livello regionale. Vediamone i dettagli. 

Nel 2022 la spesa corrente delle amministrazioni locali del Lazio, dicevamo, è cresciuta, anche se in misura più contenuta rispetto alle altre Regioni a statuto ordinario. Vi hanno influito le spese per l'acquisto di beni e servizi, in particolare quelle effettuate dalla Regione e dalle Aziende sanitarie. Gli investimenti fissi lordi sono sensibilmente diminuiti, per effetto della riduzione delle spese realizzate dai Comuni.

Sempre nel 2022, secondo i dati del Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici (Siope), la spesa primaria totale degli enti territoriali (al netto delle partite finanziarie) è cresciuta nel Lazio del 2,6 per cento rispetto all'anno precedente. In termini pro capite ammontava a 3.978 euro, in linea con la media delle Regioni a statuto ordinario. 

L'analisi della spesa corrente 

La spesa corrente primaria (per intendersi quella che serve al funzionamento quotidiano dell'amministrazione locale) degli enti territoriali nella regione, pari a 3.745 euro pro capite, è aumentata del 3,3 per cento, in misura minore rispetto alle altre regioni e all'Italia (5,1 e 4,4 per cento). La spesa per l'acquisto di beni e servizi, che rappresenta il 63,8 per cento della spesa corrente, è aumentata del 2,1 per cento, meno della metà rispetto al resto del Paese (4,6), quella per il personale dipendente, che rappresenta circa il 24 per cento della spesa, è aumentata del 2,6 per cento. I trasferimenti correnti a famiglie e imprese hanno registrato un incremento dell'1,3 per cento, inferiore a quello delle regioni a statuto ordinario. 

Sotto il profilo degli enti erogatori, la spesa corrente effettuata dalla Regione e dalle Aziende sanitarie (quasi i due terzi del totale) è cresciuta del 4,1 per cento. Quella effettuata dai Comuni è rimasta sostanzialmente invariata, mentre nel resto del Paese è cresciuta di oltre il 4 per cento. A Roma Capitale la spesa corrente è diminuita del 2,6 per cento, a fronte di un aumento di circa l'1 per cento registrato nei Comuni italiani con oltre 250mila abitanti. Il calo ha riguardato prevalentemente la voce dei contratti di affidamento di servizi pubblici.

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In calo gli investimenti degli enti locali

Nel 2022, la spesa in conto capitale degli enti territoriali è diminuita del 7,5 per cento, dopo la forte crescita che aveva caratterizzato il 2021. Contrariamente a quanto avvenuto nelle regioni a statuto ordinario e a livello nazionale. Al contrario, la spesa della Regione e delle Aziende sanitarie è cresciuta del 21,7 per cento. 

L'andamento della spesa in conto capitale ha riflesso la dinamica degli investimenti fissi, che ne rappresentano circa i tre quarti. Lo scorso anno nel Lazio gli investimenti pro capite hanno registrato una contrazione del 3,4 per cento, mentre nel resto del Paese si è verificata una crescita di circa il 3 per cento. Il calo è stato trainato dai Comuni, che hanno ridotto i loro investimenti del 15 per cento, e in particolare da quello di Roma Capitale che rappresenta più di un terzo del valore totale degli investimenti comunali nel Lazio. Complessivamente, la spesa pro capite per investimenti permane nel Lazio al di sotto dei livelli medi delle altre regioni d'Italia. rapporto-banca-italia-spesa-comuni-3

Nell'ambito del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) agli enti territoriali del Lazio è stato finora assegnato il 9 per cento delle risorse complessive nazionali. Nel periodo che va da gennaio 2021 a aprile 2023 le Amministrazioni locali hanno bandito gare o stipulato contratti relativi al Pnrr per oltre un quarto degli importi complessivi che dovranno porre a gara. Le entrate degli enti territoriali del Lazio sono nel complesso lievemente cresciute, ad eccezione di quelle della Regione. Nel 2022 il debito delle Amministrazioni locali del Lazio è aumentato. In termini pro capite, rimane significativamente superiore a quello medio nazionale.

Il peso della crisi energetica 

Altro aspetto che interessa l'economia degli enti locali: come hanno influito i prezzi in costante aumento dell'energia elettrica e del gas, sia a seguito della ripresa post pandemica che della crisi energetica connessa con la guerra in Ucraina. Un incremento che ha inciso direttamente sui bilanci degli enti territoriali, i cui consumi risultano difficilmente comprimibili in quanto legati perlopiù alla fornitura di servizi essenziali. 

La spesa per l'energia degli enti territoriali del Lazio, sostanzialmente stabile nel triennio 2019-2021, è cresciuta nel 2022 del 38,6 per cento, portandosi a 57 euro pro capite, un aumento inferiore rispetto a quello medio delle regioni del Centro. L’incidenza della bolletta energetica sulla spesa corrente degli enti è, pertanto, risultata inferiore a quella delle aree di confronto (nel Lazio l'1,5 per cento, nel resto del Paese il 2,7). 

Nel corso del 2022 diversi interventi approvati dal Governo hanno contribuito a mitigare l’impatto diretto dei rincari energetici sui bilanci tramite ristori e direttive finalizzate al contenimento dei consumi. Lìeffetto sui bilanci può variare tra territori, sia per la diversa esposizione alle variazioni di prezzo, derivante dai differenti contratti di fornitura stipulati nel tempo dagli enti, sia, soprattutto, per i differenti profili di consumo dovuti alle caratteristiche climatiche. 


 

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