Giovedì, 18 Luglio 2024
Economia

Il pil del Lazio cresce del +3,7%. Più donne trovano lavoro

L'analisi regionale nel rapporto annuale di Banca d'Italia. Dal mercato occupazionale alla finanza pubblica

L'economia del Lazio cresce del più 3,7%, in linea con la media italiana, ma rallenta rispetto al 2021, con prospettive per l'anno in corso che risentono ancora del forte aumento dei prezzi determinato dal rincaro delle materie prime. Per quanto riguarda gli enti territoriali della regione, comuni e città metropolitane, la spesa corrente nel 2022 aumenta ma in misura più contenuta rispetto al resto del Paese. E aumenta anche il debito, che rimane significativamente superiore a quello medio nazionale. Ecco in estrema sintesi quanto fotografato dal rapporto annuale di Banca d'Italia a livello regionale. 

I settori e le imprese

Nel 2022 l'attività economica ha continuato a espandersi, soprattutto nei comparti delle costruzioni, sostenute dagli incentivi fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, e dei servizi. L'espansione ha mostrato un lieve rallentamento nell'industria in senso stretto, sono aumentate le esportazioni, in particolare quelle dei servizi, ma meno che nel resto d'Italia. I risultati dell'indagine statistica indicano un aumento degli investimenti nell'industria in senso stretto e un indebolimento della spesa per accumulazione nei servizi. Nel complesso la dinamica è stata lievemente peggiore della media del Paese.

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La crescita del 2022 si è riflessa positivamente sulla redditività delle imprese dei servizi. Per le imprese della manifattura, i forti rincari delle materie prime e dei beni energetici sono stati in parte compensati dall'incremento dei prezzi di vendita, preservando la capacità di rimborso dei debiti. Dopo i primi mesi del 2022 i finanziamenti alle imprese hanno progressivamente rallentato la loro crescita, fino a ridursi alla fine dell'anno. La dinamica ha risentito dei rialzi dei tassi di interesse della Banca centrale europea, del marcato calo della domanda di prestiti e di un lieve irrigidimento dei criteri di offerta delle banche.

Il mercato del lavoro

Per quanto riguarda l'occupazione, il rapporto fotografa un aumento nel Lazio, in misura analoga alla media italiana, recuperando quasi completamente i livelli precedenti l'emergenza pandemica. Il tasso di occupazione è aumentato, quello femminile più di quello maschile. La crescita ha riguardato tutte le fasce di età, tranne quella più avanzata, e tutti i livelli d'istruzione.

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All'aumento occupazionale hanno contribuito i servizi e le costruzioni. Si stima che queste ultime negli anni a venire possano continuare a trarre sostegno dagli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). L'occupazione dipendente, soprattutto quella a tempo indeterminato, si è ampliata, mentre quella autonoma si è ulteriormente ridotta. La Cassa integrazione è risultata in forte calo in tutti i settori.

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L'offerta di lavoro è invece rimasta stabile. Il tasso di attività è leggermente aumentato per il calo della popolazione in età da lavoro. L'aumento occupazionale si è tradotto in una diminuzione del tasso di disoccupazione e sembrerebbe aver riguardato anche i disoccupati con minori probabilità di trovare un impiego.

Le famiglie

Il miglioramento del mercato del lavoro si è riflesso positivamente sul reddito disponibile delle famiglie, ma il potere d'acquisto è stato eroso dal rialzo dei prezzi. I consumi sono cresciuti in termini reali, anche se non hanno ancora recuperato i livelli pre-pandemia. L'inflazione ha colpito di più le famiglie meno abbienti, in quanto sul loro paniere di spesa incidono maggiormente le voci essenziali (alimentari e utenze) che hanno subito i rincari più elevati. I finanziamenti alle famiglie hanno continuato a crescere, in misura inferiore rispetto all'anno precedente; vi ha contribuito l'indebolimento della dinamica dei mutui nella seconda parte dell'anno.

La finanza pubblica decentrata

Per quanto riguarda invece gli aspetti economici che interessano le casse degli enti pubblici, nel 2022 la spesa corrente delle amministrazioni locali del Lazio è aumentata, ma in misura più contenuta rispetto alle altre Regioni a statuto ordinario. Vi hanno influito le spese per l'acquisto di beni e servizi, in particolare quelle effettuate dalla Regione e dalle Aziende sanitarie. Gli investimenti fissi lordi sono sensibilmente diminuiti, per effetto della riduzione delle spese realizzate dai Comuni.

Nel 2022, secondo i dati del Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici (Siope), la spesa primaria totale degli enti territoriali (al netto delle partite finanziarie) è cresciuta nel Lazio del 2,6 per cento rispetto all'anno precedente. In termini pro capite ammontava a 3.978 euro, in linea con la media delle Regioni a statuto ordinario. 


 

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