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Economia

Raccolta e riciclo delle lampade, il record di Roma e Latina

i due capoluoghi si confermano tra i più virtuosi d'Italia

In valori assoluti Roma e provincia hanno pochi rivali. Tenendo però conto della popolazione residente, Latina si dimostra come una delle più virtuose d’Italia nella raccolta e riciclo delle “sorgenti luminose esauste”, le classiche lampadine. È quanto emerge dai dati forniti da Ecolamp, consorzio che gestisce il riciclo di apparecchiature elettriche ed elettroniche su tutto il territorio nazionale.

I dati nazionali

I dati raccolti da Ecolamp confermano, a grandi linee, i numeri resi noti dal centro di coordinamento raee del Lazio. In tutta Italia cala la raccolta di rifiuti elettronici, invertendo un trend che, invece, era stato sempre positivo negli ultimi anni. Ecolamp, nel 2022, ha raccolto 2.652 tonnellate di rifiuti. Il 55% appartiene alla categoria delle sorgenti luminose esauste (R5) e il 45% è rappresentato da piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo e apparecchi di illuminazione giunti a fine vita (R4).

Lampadine

Come suggerisce il nome, Ecolamp si occupa soprattutto di raccolta delle sorgenti luminose (r5), le lampadine al neon, lampade a risparmio, a vapori di mercurio, sodio, ioduri. Il consorzio, nel 2022, ha raccolto ben 1.464 tonnellate di lampade e simili, di cui il Lazio ne ha avviate a riciclo circa 177 tonnellate, seconda regione su scala nazionale insieme al Veneto. In particolare, Roma ha raccolto 85 tonnellate di lampadine, mantenendo la prima posizione tra le province laziali e la seconda posizione su scala nazionale. Al secondo posto, ma con una popolazione nettamente inferiore, c’è Latina che, infatti, si posiziona al terzo posto sul territorio italiano. Numeri che evidenziano una grande sensibilità dei pontini nei confronti di questa particolare materia ambientale. “male”, invece, Frosinone e Viterbo, rispettivamente con 6 e 4 tonnellate.

Futuro

“Nel 2022, per la prima volta dopo otto anni, la raccolta dei RAEE in Italia ha registrato una flessione, che ha coinvolto tutte le tipologie di rifiuti tecnologici – commenta, in una nota, Fabrizio D’Amico, direttore generale di Ecolamp - analogamente anche Ecolamp ha osservato un calo dei raee gestiti lo scorso anno, sia nel raggruppamento r4 che nel raggruppamento storico del consorzio, quello delle lampadine (r5). I dati sembrano suggerire la necessità di un cambio di approccio strutturale che sappia nuovamente intercettare flussi crescenti di rifiuti elettrici ed elettronici”.

Occorre infatti ricordare che i rifiuti tecnologici si possono conferire negli ecocentri oppure, specialmente per grandi e piccoli elettrodomestici, molti rivenditori offrono il servizio di ritiro del vecchio apparecchio al momento dell’acquisto di uno nuovo. Per questo, specialmente per quanto riguarda le sorgenti luminose, occorrerebbe trovare nuovi metodi per agevolare il cittadino.  

“In quest’ottica – continua D’Amico - il Consorzio Ecolamp si propone di sviluppare soluzioni che rispondano sempre meglio alle esigenze di conferimento di una molteplicità di soggetti detentori di rifiuti elettrici ed elettronici e di continuare a comunicare e sensibilizzare tutti gli attori potenzialmente coinvolti”.

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