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Lunedì, 27 Maggio 2024
Messi alla porta

L'azienda leader dei contact center lascia a casa 19 lavoratori storici. Scatta la protesta

I dipendenti sono stati avvisati meno di due settimane prima della cessazione della “missione”, al loro posto personale a tempo determinato: “Mandati via senza motivo, abbiamo anche dovuto formare le nuove leve”

“Ci mandano via senza alcun motivo, dopo che con le nostre performance negli anni abbiamo consentito sempre il raggiungimento degli obiettivi. Ci sostituiscono con personale usa e getta”. È grande il rammarico delle lavoratrici e dei lavoratori somministrati a tempo indeterminato di Manpower in forza presso Gruppo Distribuzione, la società leader nelle attività di contact center. 

La protesta dei lavoratori di Gruppo Distribuzione

Sono in tutto 19 i lavoratori messi alla porta a fine marzo. “Ci hanno informati soltanto tredici giorni prima che la cessazione della missione era fissata per il 31 marzo e che quindi non saremmo più serviti” ci racconta uno dei lavoratori in presidio sotto la sede dell’azienda. C’è chi lavora per Gruppo Distribuzione da oltre dieci anni. “Sono entrata prima come co.co.co, sono passata attraverso contratti di tre e sei mesi. L’assunzione a tempo indeterminato è arrivata solo quattro anni dopo e speravo in un po’ di stabilità” dice una delle addette. Arrivano tutti dai contact center di Tim e Poste Italiane. Due settimane fa la doccia fredda. 

“La commessa con noi è sempre cresciuta, abbiamo raggiunto gli obiettivi richiesti e adesso ci mandano via. L’azienda non si è comportata nei nostri confronti nella maniera più limpida e lineare. Il paradosso è che abbiamo anche dovuto formare le nuove leve, quei lavoratori a tempo determinato chiamati per sostituirci” osserva un altro. 

“Siamo uomini e donne di una certa età, con due o tre figli. Sarà difficile ricollocarsi” l’amara constatazione dei più. Oggi i diciannove sono in disponibilità presso l'agenzia del lavoro e in settimana andranno a firmare la Mol, si aprirà la procedura in mancanza di occasioni di lavoro: “Prenderemo al massimo 700 euro con i quali è impossibile sopravvivere”. 

Lo stato di agitazione

Anche i sindacati sono sul piede di guerra. “I lavoratori sono stati mandati via senza alcun tipo di ragione, anzi dopo aver portato valore aggiunto all’azienda” tuona Giulia Titoli della Nidil Cgil. “È assurdo che un’azienda che conta oltre tremila dipendenti giochi sulla pelle di 19 lavoratori che lì hanno investito tempo ed energie. Diciannove persone e famiglie. La scusa che è stata adottata è che l’azienda doveva far fronte ad un calo di volume di Tim che però non c’è stato. La verità è che preferiscono prendere lavoratori usa e getta” dice la sindacalista. 

"Siamo molto preoccupati anche per il destino dei 52 lavoratori a tempo indeterminato di Manpower ancora in forza. Per tutti questi lavoratori (cessati e non) c'è stato un percorso sindacale di riconoscimento del corretto inquadramento economico. Non vorremmo quindi che questo turn-over dei lavoratori celi una strategia per abbassare il  salario e di ulteriore precarizzazione della platea occupazionale in un'azienda che già fa larghissimo uso di tipologie contrattuali non standard - aggiunge Edoardo Fabrizi della Felsa Cisl Lazio - per questo continueremo in tutte le sedi opportune a tutelare i lavoratori".

La nota dei sindacati

Il personale è adesso in stato di agitazione. “Le lavoratrici e i lavoratori cessati e con loro anche i colleghi ancora in forza condannano il comportamento dell’azienda utilizzatrice Gruppo Distribuzione, la quale ha deciso per ragioni non chiare di procedere alla cessazione delle missioni dei lavoratori in somministrazione con più anzianità ed esperienza. Tale scelta - scrivono Felsa Cisl, Nidil Cgil e Uiltemp - non trova alcuna giustificazione a nostro avviso nel taglio dei volumi degli appalti da parte di Tim, il quale è stato per il momento scongiurato a seguito dell’incontro del 26 marzo presso il Mimit grazie alla mobilitazione sindacale, come è confermato peraltro dalle selezioni che risulta siano in corso per nuovi ingressi in azienda sulle diverse commesse. Che si proceda alla ricerca, selezione e formazione di nuovo personale con contratti a tempo determinato quando l’azienda ha appena mandato a casa persone che in questi anni hanno espresso serietà, spirito di sacrificio e professionalità è un fatto grave. Si dimostra per l’ennesima volta con queste scelte, come, in particolare in questo settore, anni di sacrifici, di organizzazione della propria vita per venire incontro alle esigenze delle aziende non valgono e non varranno mai nulla sull’altare della riduzione del costo del lavoro al primo scossone di crisi o di difficoltà”. Da qui la protesta.

“Stigmatizziamo anche il comportamento dell’azienda che non ha voluto aprire nessuna procedura di integrazione salariale per mantenere attive le missioni dei lavoratori in somministrazione e vigileremo sul futuro occupazionale di tutta la platea occupazionale (cessati e non) valutando ogni azione idonea alla tutela dei lavoratori”.

L’auspicio dei sindacati è che Gruppo Distribuzione inverta la direzione intrapresa e sia disponibile a trovare soluzioni di riassorbimento delle persone cessate e di garanzia occupazionale per quelle ancora in forza.

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