Economia

Tassa di soggiorno: "Hotel cinque stelle si declassano per protesta"

Federalberghi Roma continua a manifestare contro una misura giudicata "solo ideologica" e si dice "pronta a scendere in piazza". E gli hotel a cinque stelle colpiti dai rialzi vogliono il declassamento

Continua la protesta degli albergatori contro gli aumenti della tassa di soggiorno, già salita a 7 euro quattro mesi fa e che rischia oggi ulteriori rialzi, con una misura che rischia di vanificare completamente quanto deciso dal Comune di Roma. Gli hotel a cinque stelle stanno decidendo di declassarsi, per evitare le nuove gabelle sui turisti. Ma non solo: strutture che operano in periferia "sono costrette a pensare di diventare stagionali dopo l'ultimo aumento della tassa". E anche in questo caso, il danno sarebbe doppio: per le casse del Comune e per la perdita di altri posti di lavoro. 

Federalberghi Roma continua a manifestare contro una misura giudicata "solo ideologica" e si dice "pronta a scendere in piazza". Ma accanto alla protesta aggiunge una proposta: recuperare i 5 milioni di euro previsti dall'aumento dalla lotta al sommerso, "dilagante nella Capitale", e prevedere una riduzione per le strutture periferiche. A portare oggi l'idea sul tavolo della Commissione Turismo di Roma Capitale, presieduta da Valentina Grippo, il presidente di Federalberghi Roma, Giuseppe Roscioli, insieme al direttore, Tommaso Tanzilli.

"L'ulteriore aumento della tassa di soggiorno a distanza di quattro mesi dal raddoppio è completamente antieconomico- spiega Roscioli- Abbiamo avuto da subito segnali di richiesta degli alberghi di declassarsi da 5 a 4 stelle e questo farebbe vanificare qualunque tipo di effetto economico". 

Al contrario, "un recupero economico, probabilmente anche molto più sostanzioso dei 5 milioni di euro previsti con l'aumento, si può ottenere con un controllo più serrato sull'abusivismo. Facendo un controllo su internet risulta infatti che ci sono oltre 4mila hotel su Roma, quando il Comune ha emesso autorizzazioni solo per 1.050 alberghi. Il che significa che c'è molto da fare in questo senso. Noi abbiamo anche realizzato un software che possa gestire la differenza tra coloro che sono presenti sul web e coloro che hanno l'autorizzazione". Il software sviluppato da Federalberghi è nelle mani del Comune da giugno scorso, "ma a oggi non ci risulta alcun accesso".

Per quanto riguarda gli hotel che sorgono in zone periferiche, continua il presidente di Federalberghi Roma, "pensiamo che il recupero del sommerso possa valere anche per un abbassamento del contributo per queste strutture, dove l'incidenza della tassa di soggiorno arriva quasi al 40% del prezzo pagato". Già, perchè "da una prima analisi di questa prima stagione invernale, quindi di bassa stagione, dopo l'aumento effettuato abbiamo visto che i flussi lì sono in calo. I turisti si dirigono verso le strutture dei comuni limitrofi, dove non c'è la tassa di soggiorno o è sensibilmente più bassa. Bisognerebbe abbassarla del 50% alle strutture fuori dal Raccordo", altrimenti "si creerà una richiesta di stagionalizzazione di quelle strutture e minori introiti per il Comune. Dunque -spiega ancora Roscioli all'agenzia Dire- la tassa di soggiorno deve essere rivista non con un innalzamento, ma con una perequazione diversa e un incentivo a chi vuole venire a visitare la Città eterna".

Oltre i meccanismi del contributo turistico, Federalberghi ha avanzato anche un'altra proposta che riguarda la gestione dei Punti di Informazione Turistica (Pit): "Oggi sono un costo abbastanza importante per il Comune- dice Roscioli- Pensiamo invece che quel servizio possa essere fatto all'interno degli alberghi, dove i turisti già chiedono informazioni, oppure facendo un bando per farli gestire ai privati che possono offrire merchandising e dare informazione, fornendo anche delle royalties al Comune di Roma, dunque un guadagno".

Insomma, gli albergatori romani continuano a essere contrari all'aumento, ma decidono anche di "essere propositivi". Ma "se il Comune non cambia idea siamo pronti a scendere in piazza e anche pesantemente, perchè riteniamo che questo aumento sia ideologico e non porta alcun beneficio nelle casse del Comune". Si sentono anche "presi in giro" dalla riduzione prevista dall'amministrazione per gli alberghi da 1 a 3 stelle dopo la quarta notte, quando "tutti sanno che a Roma non si raggiunge nemmeno il terzo giorno di permanenza. Questa è una strategia che non porta da nessuna parte e ha effetti antieconomici non solo per la categoria, ma anche per il Comune".

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