Economia San Lorenzo / Via degli Ausoni

Movida selvaggia, finte gallerie d'arte dietro le resse notturne

Di artistico non hanno quasi niente. Vendono esclusivamente alcolici, ma con la somministrazione integrativa e bypassando qualunque limite. La soluzione? Una proposta di delibera della Commissione Commercio

Le attività commerciali che vendono alcol fino a tardi sono troppe, e regolamentate malissimo. E' inutile girarci intorno, se a San Lorenzo, Monti, Trastevere, Pigneto, dormire il sabato sera è appannaggio di pochi, la colpa per i residenti è di tutti quei negozi camuffati da circoli e laboratori di non si sa bene cosa che somministrano alcolici a tutte le ore. E ancora prima di chi lo permette. Di leggi assenti e di un mare magnum di norme cavillose e mai applicate che finiscono per rendere tutto possibile. 

Ieri notte quaranta automobilisti residenti a San Lorenzo si sono ritrovati con le gomme della macchina squarciate. L'ennesimo atto vandalico che si consuma nelle vie della folle movida, forse una vendetta dei pusher, una ragazzata, o una rappresaglia di chi si sente danneggiato dalle continue denunce dei comitati. Le ipotesi sono diverse, tutte supportate dalla stessa convinzione: il proliferare di finti locali che attirano la folla in strada è l'humus che rende fertile il terreno. Ed è lì che bisogna intervenire. 

In Campidoglio una proposta di delibera della Commissione Commercio, presieduta da Orlando Corsetti, è al vaglio del Dipartimento. Va esattamente nella direzione di vietare quelle attività commerciali che vendono alcolici come e quando vogliono, sfruttando lo strumento della somministrazione integrativa. Spieghiamo meglio. 

LE NORME OGGI - Attualmente a regolamentare l'apertura di negozi che vendono cibo e bevande c'è la delibera n. 35 del 2010, che fissa una serie di requisiti strutturali e criteri di qualità che l'attività deve avere per insediarsi sul territorio. Criteri che si tramutano in punteggi minimi da raggiungere (per presentare domanda al Municipio), che variano a seconda della zona della città. 

La A, ovvero la Città Storica che comprende anche San Lorenzo, richiede la somma di punteggio più alta. Qui è molto difficile, almeno sulla carta, ottenere i permessi per aprire un'attività di somministrazione di cibo e bevande, perché l'area rientra nel tessuto urbanistico cittadino considerato di pregio che ha specifiche tutele. Cosa accade però? C'è uno strumento che permette di aggirare gli ostacoli. Si chiama somministrazione integrativa. 

COME AGGIRARLE - In poche parole io negoziante chiedo l'autorizzazione per aprire un'altra tipologia di attività, per esempio una galleria d'arte, o un laboratorio artigianale. In più faccio richiesta per un permesso aggiuntivo che mi consente di somministrare anche alcolici. 'Anche' significa che lo spazio dedicato alla vendita di cibo e bevande dovrebbe rientrare nel 10% dello spazio totale dell'attività, e avvenire solo in determinate fasce orarie. Questi limiti però vengono regolarmente bypassati. Così la galleria d'arte di artistico non ha assolutamente niente, e finisce per fare una sola cosa: vendere alcol. 

COSA CAMBIEREBBE - Con la proposta di delibera del presidente Corsetti si vuole regolamentare il fenomeno, integrando la suddetta delibera del 2010 con un ulteriore elenco di negozi vietati nelle aree di pregio, "perchè incompatibili con le esigenze di tutela dei valori ambientali e urbanistici". 

Nella lista figurano anche laboratori artigianali alimentari e attività di somministrazione all'interno appunto di gallerie d'arte, librerie e fantomatici circoli culturali. Si potrà quindi aprire una libreria, ci mancherebbe, ma senza somministrare niente, nemmeno quel 10% oggi consentito. 

“E' davvero l'unico modo di contrastare il fenomeno” commenta la consigliera del I Municipio, Nathalie Naim, che ha collaborato alla stesura della proposta. “Con i decreti commerciali che favoriscono le liberalizzazioni (quelli del governo Monti) si è di fatto aperto a un proliferare di attività commerciali che da un lato scalzano l'artigianato vero, e dell'altro contribuiscono al caos notturno che i residenti sono costretti a sopportare. San Lorenzo è solo un esempio. Monti si sta avviando sulla stessa strada”. 

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