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Martedì, 18 Gennaio 2022
Economia

Sanità, 3 settembre lavoratori Cup in presidio: "Pronti allo sciopero"

La mobilitazione è stata indetta dalle segreterie regionali di Fp-Cgil, Filcams-Cgil, Cisl-Fp, Fisascat-Cisl, Uil-Fpl e Uil Trasporti

Presidio di protesta per i circa 2 mila lavoratori esternalizzati del Cup, il Centro unico per le prenotazioni sanitarie, e dei servizi amministrativi, alla prese con una serie di cambi d'appalto. La mobilitazione è stata indetta Fp-Cgil Roma e Lazio, Filcams-Cgil Roma e Lazio, Cisl-Fp Lazio, Fisascat-Cisl Lazio, Uil-Fpl Roma e Lazio e Uil Trasporti Roma e Lazio. Si terrà il prossimo 3 settembre con un presidio fuori dalla Regione Lazio a Garbatella, in piazza Oderico da Pordenone, "contro l'indifferenza dell'amministrazione regionale, per tutelare le famiglie e la qualita' dei servizi ai cittadini". 

"Dalla Regione Lazio nessun rispetto per le persone e per gli accordi" si legge in una nota. "Il 3 settembre i lavoratori delle cooperative sociali e delle società che gestiscono il servizio scenderanno in piazza con un presidio di protesta sotto la sede dell'amministrazione regionale. Pretendiamo il rispetto dei patti: i livelli occupazionali e retributivi non si toccano" denunciano i segretari generali regionali dei sindacati, Natale Di Cola (Fp-Cgil Roma e Lazio), Roberto Chierchia (Cisl-Fp Lazio), Sandro Bernardini (Uil-Fpl Roma e Lazio), Alessandra Pelliccia (Filcams-Cgil Roma e Lazio), Carlo Costantini (Fisascat-Cisl Lazio) e Simona Rossitto (Uil-Trasporti Roma e Lazio).

"Al contrario di quanto sottoscritto nelle intese con la Regione, gli aggiudicatari dei bandi di gara non riescono a garantire salari e posti di lavoro" continua la nota. Una prospettiva inaccettabile per le federazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil, che chiamano i lavoratori alla mobilitazione: "Chiediamo la salvaguardia dei posti di lavoro e dei salari. Vanno rispettati gli accordi sottoscritti. E' dal 2015 che aspettiamo i progetti innovativi attraverso cui finanziare le risorse necessarie a pagare gli stipendi senza che nessuno rischi di essere licenziato. In assenza di risposte siamo pronti" concludono "siamo pronti allo sciopero". 

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