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Venerdì, 14 Giugno 2024
Economia

L'estate rovente (e in bilico) dei 50 addetti alla sicurezza del Porto di Civitavecchia

L'Autorità Portuale vorrebbe smantellare la società in house ed affidare i servizi di security all'esterno, protestano vigilantes e sindacati: fumata nera nell'ultimo incontro con l'azienda

Tutto rimandato a settembre. Slitta a dopo l’estate, il periodo con il maggior numero di presenze su moli e banchine, la decisione sulle sorti della PAS - Port Authority Security. La società in house dell'Autorità Portuale di Sistema del Mar Tirreno Centro Settentrionale (AdSP-MTCS) che rischia di essere smantellata perché l’Autorità starebbe valutando l’ipotesi di esternalizzare i servizi di sicurezza del primo porto crocieristico d’Italia, il secondo d’Europa. Oltre 50 i lavoratori che così attendono di sapere quale sarà il loro futuro. 

Il futuro della PAS - Port Authority Security

Il 1 agosto l’incontro tra sindacati e il presidente AdSP-MTCS, Pino Musolino. “Abbiamo registrato un’apertura sulla prospettiva che il servizio resti pubblico, ma non si tratta di una certezza sufficiente a far passare a queste persone e famiglie un’estate serena”, ha commentato a margine il segretario territoriale della Fisascat-Cisl di Roma Capitale e Rieti, Paolo Le Foche. 

“Chi è preposto a guidare un ente pubblico, quale l’autorità di sistema portuale, non dovrebbe mai perdere di vista la responsabilità sociale di scelte che dovrebbero essere orientate alla tutela dell’interesse generale.Un servizio di carattere collettivo come la sicurezza del porto di Civitavecchia dovrebbe rimanere pubblico, e aggiungiamo che i lavoratori dell’azienda non dovrebbero subire le penalizzazioni relative a un’eventuale privatizzazione. Stiamo inoltre parlando di persone che - ha sottolineato il sindacalista -  mettono a rischio quotidianamente la propria incolumità e che fanno fronte all’inflazione con stipendi non certo esosi”. 

Perché il porto di Civitavecchia rischia la paralisi nel bel mezzo dell'estate

Le voci degli addetti alla sicurezza al Porto di Civitavecchia

I vigilantes del Porto di Civitavecchia percepiscono uno stipendio lordo base di 1330 euro. “Ed è anche grazie a noi e ai nostri sacrifici se la società ad oggi è sana e può contare su un bilancio in positivo”, osserva ai nostri microfoni Maurizio Spreghini, lavoratore tra i veterani della PAS. “In tutti questi anni abbiamo sorretto la vigilanza dello scalo tra mille difficoltà, in condizioni difficilissime durante la pandemia e il lockdown. Oggi scontiamo anche una grossa carenza di personale perché - sottolinea il vigilantes - in organico mancano almeno altre quindici persone. Facciamo turnoi estenuanti, sotto al sole, ma siamo sempre tutti disponibili a rimanere di più e garantire la piena operatività anche quando le navi sono in ritardo cambiando i nostri orari. Non ci dimentichiamo poi di quando con l'avvento del nuovo presidente Musolino ci sono stati tolti quasi 200 euro dalla busta paga, utilizzati oltre che per ammorbidire le spese dell'ente sulla società in house anche per coprire le buonuscite a cinque zeri dei dirigenti. Se la società è stata risanata è anche merito nostro”. I dipendenti della PAS vogliono certezze. “Siamo contenti che ci sia stata una sorta di aperrtura, ma sino a quando non sarà scritto tutto nero su bianco non potremo tirare un sospiro di sollievo. Il fatto che la società abbia il bilancio in positivo deve far rivedere la decisione di esternalizzare il servizio. Anche perché se chiudiamo saremo la prima società in house in attivo smantellata. Assurdo”. 

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