Lunedì, 15 Luglio 2024
Economia

Così 200 poliziotti penitenziari restano senza il pagamento degli straordinari e i buoni pasto

La crisi delle unità che lavorano a Rebibbia e nel carcere di Frosinone, l'USPP: "Manca un ragioniere che lavori le pratiche, assurdo mettere in difficoltà padri di famiglia che fanno doppi turni per coprire anche carenze di personale"

C’è chi pur facendo gli straordinari da un anno non ha mai visto il compenso riportato in busta paga e chi, avendone diritto, non percepisce i buoni pasto. Si tratta dei circa 200 poliziotti penitenziari in servizio presso il complesso penitenziario di Roma Rebibbia e il carcere di Frosinone. 

I poliziotti penitenziari senza straordinari pagati

La denuncia arriva dall’Unione Sindacati Polizia Penitenziaria del Lazio. “Da tempo oramai segnaliamo la impossibilità del personale in servizio al nucleo di Frosinone di vedersi corrispondere le missioni e buoni pasto da oltre 11 mesi, ma a quanto pare non per mancanza di fondi ma, udite udite, perché la sede del Carcere di Frosinone non ha un ragioniere che lavori le centinaia di pratiche pendenti, così come il nucleo di Roma al cui personale non corrispondono gli straordinari lavorati per intero e complessivamente per qualche decina di migliaia di euro”, dichiara il segretario regionale.

La crisi delle guardie penitenziarie di Roma e Frosinone

L’USPP Lazio sulla questione ha chiesto l’intervento del Provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, dal quale i nuclei dipendono funzionalmente. Già perché per i lavoratori è sempre più complicato dover rinunciare a buoni pasto e compenso per gli straordinari. “Attualmente - prosegue Nicastrini - le circa 200 unità lamentano di avere difficoltà a sostenere le spese famigliari dovendo anticipare quasi da due anni anche le spese per i padri durante i servizi svolti nelle aule di giustizia, nei trasferimenti dei detenuti in altri istituti. Per tale gravissima mancanza dell’amministrazione in questo caso delle Direzioni di appartenenza, ma anche per un inspiegabile inerzia del Provveditorato regionale da cui dipendono funzionalmente”. 

"Continue aggressioni e carenza di personale"

Oltre alla questione di natura economica e retributiva il sindacato lamenta anche continue aggressioni e carenze di personale che impediscono il rispetto degli orari ordinari, costringendo il personale ad effettuare doppi turni e anche in orari notturni, gli orari prolungati interessano anche chi opera nei servizi di traduzioni e piantonamento dei detenuti. “Ogni giorno il Nucleo cittadino di Roma e quello Provinciale di Frosinone, garantiscono decine di traduzioni per garantire le udienze presso i tribunali e trasferimenti di vario tipo, compreso i piantonamenti dei detenuti ed internati. E’ assurdo - sottolinea il presidente USPP, Giuseppe Moretti - che ad oggi siamo costretti ancora a chiedere il rispetto di chi si sacrifica ogni giorno nell’ambito del servizio traduzioni e piantonamenti, sollecitando nuovamente quale sollecitando nuovamente il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria affinché si adoperi per risolvere un problema così importante tra gli altri da affrontare". 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Così 200 poliziotti penitenziari restano senza il pagamento degli straordinari e i buoni pasto
RomaToday è in caricamento