Venerdì, 24 Settembre 2021
Economia

Sanità al collasso: previsto deficit di circa 900 milioni di euro per il 2013

Il Commissario per la Sanità del Lazio lavora al piano di rientro. Intanto continuano le proteste dei dipendenti lasciati senza stipendio

Enrico Bondi, commissario per la Sanità del Lazio, sta lavorando al piano di rientro per tentare di salvare la sanità della regione che rasenta quasi il collasso.
Palazzo Chigi, in proposito, ha emanato una nota per spiegare che  "la presentazione definitiva del Piano è prevista per la fine dell'anno – e che – Il piano di rientro promuove la riorganizzazione della Rete Ospedaliera Pubblica, al fine di migliorarne l'efficienza e l'efficacia, e favorisce il potenziamento della rete territoriale."

Tre le finalità del Piano: "ottimizzare l'assistenza dei degenti; migliorare e riqualificare la riabilitazione domiciliare e territoriale; impiegare in modo più efficiente le risorse umane, tecnologiche e strutturali che saranno liberate dalla razionalizzazione. Il Piano di ristrutturazione dell'offerta di salute tiene conto delle criticità del sistema sanitario regionale ed è frutto del confronto serrato tra le strutture centrali della sanità della Regione e i Direttori della aziende ospedaliere delle aziende sanitarie locali".

"Ad oggi la riduzione della spesa per l'acquisto di beni e servizi è stata di circa 200 milioni di euro. Per raggiungere nell'arco del triennio 2013-2015 un sostanziale equilibrio finanziario il Piano individua una serie di priorità, dalla razionalizzazione della logistica e la tracciatura dell'uso dei beni attraverso la definizione degli indici di consumo, passando per l'organizzazione di un efficiente sistema di controllo di gestione e alla eliminazione degli acquisti al di fuori delle gare, fino a promuovere un costante confronto tra le aziende sanitarie e con le altre Regioni per aggiornare costantemente (e adottare) le migliori pratiche".

Mentre si realizza il piano di rientro però vanno registrate tutte le difficoltà degli enti ospedalieri e del settore sanitario in generale che, nei casi più gravi come Idi-San Carlo o San Raffaele, lascia i lavoratori senza stipendi a protestare sui tetti o anche in chiesa, e nelle altre situazione costringe le strutture a tagli di reparto, di ospedalizzazione dei degenti con le Asl che riducono le spese, i dottori e gli infermieri che devono adattarsi e i pazienti che cercano di sopravvivere.  Ormai, le proteste quasi non si contano più e vanno avanti da mesi.

In questo quadro il piano di rientro è utile anche per capire la gravità della situazione. “Il Piano è stato predisposto per far fronte ai problemi emersi dall'analisi svolta attraverso i dati della Regione Lazio ed elaborati da Agenas. I dati rivelano un deficit tendenziale per l'anno 2013 di circa 900 milioni di euro" fanno sapere ancora da Palazzo Chigi. "L'offerta di sanità ai cittadini della regione presenta due carenze: la prima riguarda l'assistenza territoriale - spiega la nota -. Per l'assistenza la stima di fabbisogno ulteriore è valutata intorno ai 150 milioni di euro annui a regime. La seconda criticità è l'eccessiva frammentazione delle prestazioni, che si riflette sulla qualità e la tempestività delle prestazioni. La degenza pre-operatoria ad esempio è di 2 giorni e mezzo, contro la media nazionale di 1,9 giorni. La degenza media totale è di 7,1 giorni (contro i 6,7 della media nazionale)".

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Sanità al collasso: previsto deficit di circa 900 milioni di euro per il 2013

RomaToday è in caricamento