Pasqua 2014: i romani non resistono a uova e colombe di qualità

Quest'anno nella Capitale la produzione si manterrà sullo stesso livello del 2013 e rimarranno stabili anche i prezzi. E c'è chi punta sull'e-commerce

Alle tradizioni di Pasqua i romani non rinunciano. Se infatti la minore disponibilità di lavori e guadagni ha costretto molti cittadini a comprare meno, questi però hanno deciso di comprare meglio. Le pasticceria pasquale  per esempio non sembra essere caduta sotto i colpi della crisi economica.

UNA VENDITA STABILE - La vendita di colombe e pizze di Pasqua si manterranno per la maggior parte sulle stesse posizioni del 2013. "Dopo la flessione del 15% dell’anno scorso, quest’anno siamo riusciti a mantenere le posizioni con una produzione di circa 200 kg", ha commentato Domenico Baldassarini, titolare di un forno a Manziana.

Un risultato non scontato che, visti i tempi, per qualche pasticcere è già una piccola vittoria. "Stare al pari con l’anno scorso, oggi, è già vincere", ha sottolineato Fabrizio De Mauro, titolare dell’antica 'Cioccolateria SAID dal 1923' di San Lorenzo a Roma.

Probabilmente il contenimento dei prezzi contribuirà alla continuità della vendita. Questi infatti sono rimasti stabili rispetto all'anno passato, nonostante l'aumento del costo del cacao. "Sono ormai tre anni che teniamo bloccati i prezzi: tra i 13 e i 18 euro per le colombe artigianali e tra i 10 e i 13 euro per le pizze di Pasqua", ha dichiarato Bernardino Bartocci, Presidente di Assopanificatori, Associazione dei panificatori romani aderente a Cna di Roma. E ce n'è per tutti i gusti. Per molti la tradizione è tradizione, ma poi ogni forno aggiunge del suo alle ricette classiche. Chi ricorre a 'contaminazioni' abruzzesi, chi marchigiane, molisane e umbre

E - COMMERCE - Se dunque i romani non rinuceranno ai sapori della Pasqua. Qualche pasticcere punta anche sull'e-commerce. "Ora stiamo provando a esplorare il mercato dell’e-commerce, per far conoscere anche all’estero le nostre specialità", ha dichiarato ancora Bertocci. E nello stesso modo la pensa il titolare della 'Caffetteria SAID del 1923' che però pensa all'estero. "Mi piacerebbe ricorrere all’e-commerce, ma in Italia ci rinuncio. A novembre abbiamo aperto un punto vendita a Londra: lì i sistemi di logistica sono molto più recettivi verso il mercato elettronico. E paradossalmente mi conviene di più spedire da Londra a Milano, che da Roma a  Milano…", ha commentato.

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