Economia

Commercio, la Capitale perde colpi: 682 negozi in meno in 2 mesi

A rilevarlo i dati nazionali dell'Osservatorio Confesercenti. Roma guadagna la maglia nera tra i primi 10 comuni italiani per numero di abitanti. Resiste solo il commercio su area pubblica

Un bimestre nero per commercio, turismo e intermediazione commerciale. Un 2013 dagli effetti devastanti che condizionano l'avvio del 2014. Secondo i dati nazionali rilevati dell’Osservatorio Confesercenti, tra gennaio e febbraio di quest’anno, questi settori hanno registrato complessivamente oltre 29.000 serrande abbassate per un saldo negativo finale di 17.723 negozi e attività chiuse. 

Un quadro pessimo in cui la Capitale guadagna la maglia nera, seguita a ruota da Milano e Napoli. A Roma l'Oscar per il peggior risultato in assoluto tra i primi 10 comuni italiani per numero di abitanti. A gennaio e febbraio 2014 in città hanno chiuso i battenti 682 imprese (saldo negativo tra aperture e chiusure) nei tre settori di commercio, turismo e intermediazione, dove 451 fanno parte della categoria del 'commercio al dettaglio in sede fissa'. Detto altrimenti, negozi e botteghe artigiane.

A chiudere, secondo le analisi dell’Osservatorio, sono state soprattutto donne e imprenditori over 50, ad aprire con maggior frequenza, invece, giovani e stranieri. Roma mostra i saldi peggiori in tutti i comparti analizzati, con un'eccezione da sottolineare: il commercio su area pubblica, banchi con postazione fissa o ambulanti, dove la Capitale può vantare un bilancio positivo di 34 imprese aperte. 

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