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Economia

Morti sul lavoro, nel Lazio 19 nei primi tre mesi dell'anno: parte la mobilitazione dei sindacati

Nello stesso periodo dell'anno scorso erano stati 7, secondo dati Inail. I sindacati: "Intervenire subito"

Una settimana di mobilitazioni con assemblee sui luoghi di lavoro e un sit-in finale, il 27 maggio, davanti alla sede della regione. I lavoratori del Lazio, organizzati dai sindacati Cgil, Cisl e Uil regionali, si mobilitano per chiedere più sicurezza sul lavoro. I numeri della regione sono drammatici: nei primi tre mesi dell'anno si sono registrati 19 infortuni mortali sul lavoro su un totale nazionale ancor più drammatico, 185. Una vera e propria impennata, la più alta tra le regioni italiane, se si pensa che l'anno scorso, nello stesso periodo, erano stati 7. I dati, diffusi a inizio maggio dall'Inail, hanno riacceso la preoccupazione dei sindacati.

"E’ necessario dunque intervenire subito con azioni efficaci che prevedano una diffusa sensibilizzazione, formazione, rispetto dei contratti nazionali e delle norme di sicurezza per arrestare questa tragedia che appare senza sosta", hanno scritto in una nota. "Molte le richieste considerate prioritarie. Tra queste, un’adeguata preparazione per tutti i lavoratori, inclusi i datori di lavoro e coloro che intendono aprire un’attività. Ma anche la necessità di inserire nei programmi scolastici, almeno delle scuole superiori, la materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Perché" spiegano i sindacati "è nelle scuole che si formano le future generazioni e devono essere messe in condizioni di poter comprendere il valore della vita umana anche sul lavoro, l’importanza di proteggersi sui luoghi di lavoro perché rispettare le norme per la sicurezza, non è questione burocratica ma significa rispettare la vita propria e altrui". 

Inoltre "bisogna migliorare le ispezioni in quantità, qualità e frequenza attraverso la giusta e necessaria riforma del livello istituzionale di indirizzo e programmazione, l’integrazione delle banche dati disponibili, lo sviluppo di tutti i servizi di prevenzione e attraverso la realizzazione di una anagrafe consultabile e utilizzabile presso le sedi regionali dell’Inail. Occorre investire, tramite l’Inail, risorse sulla ricerca, sia per proteggere i lavoratori e le lavoratrici utilizzando la tecnologia innovativa, sia per accompagnare le modifiche ormai veloci delle modalità lavorative, per mettere al centro la protezione della persona". 

La proposta di legge regionale su salute e sicurezza che tra pochi giorni comincerà il proprio iter in consiglio regionale "rappresenta l'occasione per tornare a investire risorse umane ed economiche finalizzate alla prevenzione e alla vigilanza nei luoghi di lavoro. Da troppo tempo i servizi di prevenzione e protezione, di competenza delle Asl, vivono una condizione di sottorganico non più sostenibile. La pandemia ha ulteriormente rafforzato la nostra convinzione che se si vuole investire sulla salute come diritto universale, dentro e fuori i luoghi di lavoro, serve rafforzare i servizi Presal e la loro dotazione organica. Infine" conclude la nota "è opportuno rafforzare la rappresentanza sindacale dei lavoratori in tutti i contesti e valorizzare la contrattazione come misura di prevenzione prevedendo il rispetto degli orari, dei turni, dell’organizzazione del lavoro come elemento cardine di miglioramento continuo".

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