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Dopo quasi cinquant’anni chiude Mitsukoshi: il più antico grande magazzino del Giappone lascia Roma

Si abbassano le serrande di Mitsukoshi, la boutique in via Nazionale dal '75: luci spente sui corner di griffe di alta moda e grandi marche. Futuro incerto per i 46 dipendenti storici "tutti ultracinquantenni ma lontani dalla pensione"

Mitsukoshi Italia, lo storico store di via Nazionale chiude i battenti: la catena di grandi magazzini più antica del Giappone lascia Roma. Si spengono le luci sui corner delle grandi marche e delle griffe dell’alta moda, si oscurano le vetrine che fin dal 1975 hanno attratto migliaia di turisti. 

Chiude Mitsukoshi Italia

“Cari clienti, dopo 46 anni di attività, a causa di diversi motivi tra cui la diffusione del nuovo Coronavirus, l’azienda ha deciso di chiudere la boutique” - scrive la direzione di Mitsukoshi Italia. Serrande abbassate entro l’estate del 2021. “Vorremmo esprimere la nostra sincera gratitudine a tutti voi per la gentilezza e il supporto datoci nel corso degli anni, e speriamo vivamente che continuerete a sostenerci fino alla data di chiusura”. 

Mitsukoshi Italia: futuro incerto per i 46 dipendenti storici 

Sono in tutto 46 i dipendenti, “molti dei quali ultracinquantenni ma ancora lontani dalla pensione” - sottolineano i sindacati, che si ritroveranno dunque senza lavoro. Lo sconforto è grande tra i lavoratori di Mitsukoshi Italia. 

“Vanno trovati deterrenti per il disinvestimento a danni dei lavoratori da parte di multinazionali solide” - sottolinea Lucio Mazzei, della Fisascat-Cisl Roma Capitale e Rieti. Fissato per la prossima settimana un incontro con l’azienda. I sindacati chiederanno di provvedere alla miglior tutela possibile nei confronti dei dipendenti, “in un momento in cui le prospettive di ricollocamento nel settore commercio sono diventate remote a causa della pandemia”. 

Mitsukoshi Italia, la Fissascat Cisl: “Ci sia responsabilità sociale d’impresa”

“Non sarebbe accettabile se i lavoratori fossero lasciati a se stessi, proprio in un momento di riapertura dei confini nazionali e del commercio, momento ci saremmo aspettati di assistere a un rilancio, è stato oggetto di nostre precise proposte, e non alla chiusura e al conseguente licenziamento dei dipendenti. Purtroppo - incalza Mazzei - non è la prima volta, in questi mesi, in cui assistiamo a un penoso disinvestimento da parte di realtà industriali solide, internazionali e produttive, che dovrebbe essere attenzionato da parte delle Istituzioni”. Poi il richiamo ai colossi del commercio e alle aziende sul “rispetto dei lavoratori”,  alla “riscoperta della responsabilità sociale di impresa”. “Per parte nostra - promette il sindacato - non lasceremo nulla di intentato e faremo il possibile per dare garanzie ai lavoratori”.
 

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