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Economia

Bianchini (MIO Italia): “Il reddito di cittadinanza vince su chi fa impresa”

Il portavoce dell’associazione che raccoglie le imprese della ristorazione e del turismo a Roma evidenzia i limiti del reddito di cittadinanza

Il 19 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato all’unanimità il Documento programmatico di bilancio (Dpb) che stanzia un finanziamento aggiuntivo al reddito di cittadinanza dell’importo di 1 miliardo per il 2022. Tra i fondi già stanziati e le risorse aggiuntive, il beneficio sale perciò a 8,8 milardi di euro.

La misura spacca la maggioranza di Governo, ma divide soprattutto le imprese che da anni si confrontano con una crisi del settore Ho.Re.Ca., che riunisce le attività di ristorazione e turismo.

“Finanziare con un ulteriore miliardo di euro il reddito di cittadinanza, portandolo complessivamente a quasi nove miliardi, non aiuterà di certo il Paese a uscire dalla palude della crisi – afferma Paolo Bianchini, presidente dell’associazione di categoria MIO Italia, Movimento Imprese Ospitalità - Incentiva, invece, i giovani e meno giovani a rimanere tranquilli e inebetiti sul divano a trastullarsi con lo smartphone e a richiedere, alla bisogna, un lavoretto in nero per arrotondare”.

Reddito di cittadinanza al posto del CCNL

Una delle difficoltà espresse dal movimento MIO riguarda la tendenza crescente dei percettori del reddito a preferire il beneficio economico ad attività lavorative sotto contratto. Con gravi ripercussioni sul comparto turistico e della ristorazione, con la riduzione del personale presso ristoranti, esercizi e attività produttive, soprattutto durante l’alta stagione.

“Non troviamo gente interessata a lavorare – racconta Bianchini - Non troviamo pizzaioli o barman per i semplici locali, così come concierge e camerieri negli alberghi. Durante i mesi della pandemia, essendo l’Italia lo Stato che ha chiuso e riaperto per ultimo le frontiere, tanti cuochi e camerieri sono andati a lavorare all’estero appena calate le restrizioni”, sostiene Bianchini.

I gestori dei locali e gli addetti al personale si confrontano spesso con una realtà amara, concretizzatasi con l’approvazione del reddito di cittadinanza. “Le persone che colloquiamo rifiutano il contratto di lavoro nazionale perché vogliono lavorare a nero, oppure prendono il sussidio di disoccupazione e non vogliono perderlo con le assunzioni in regola. Invece di continuare a dare i soldi per il reddito di cittadinanza, il Governo dovrebbe insistere con la defiscalizzazione degli oneri contributivi per chi assume col reddito di cittadinanza e dare un incentivo alle imprese per generare il lavoro”.

Dal caro bollette all'aumento dei costi

Solo nel 2020, riporta MIO Italia, sono 20mila le attività che causa crisi economica hanno chiuso i battenti. Tante altre rischiano di fare la stessa scelta con l’aumento del caro bollette. “La tassazione in Italia è tra le più alte in Europa, sono incrementati anche i costi fissi delle bollette del gas, luce – riporta Bianchini - Prevediamo che da qui a novembre ci arrivi un aumento del 10-15% su costi per attività, costi che poi dalla tassazione complessiva saremo costretti a scaricare sul costi degli alimenti, sul menù dei nostri clienti”.

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