Mercoledì, 4 Agosto 2021
Economia Centro Storico / Piazza della Repubblica

Il giovedì degli Ncc: a Roma la protesta per salvare i posti di lavoro contro la lobby dei tassisti

Alla manifestazione le delegazioni di tutte le sigle sindacali. Nel corso della mattinata una delegazione ha incontrato il capo di gabinetto del Ministero dei Trasporti, Gino Scaccia, rimandato al 6 Dicembre un successivo confronto

Sono provenienti da tutta italia e rivendicano la libertà di lavorare e il rispetto da parte delle istituzioni. Gli Ncc, noleggio con conducente, che si sono riuniti a Roma ieri mattina, in piazza della Repubblica, sono uomini e donne, alcuni vestiti con i giubbotti catarifrangenti gialli, vaga analogia alle proteste francesi, e dietro al loro sorriso, nella giornata di sole, nascondono la paura di perdere il posto di lavoro.

Le ragioni della protesta sono dovute alla possibile entrata in vigore della legge 29/01 quarter del 2009 in base alle quale si impongono ai titolari di autorizzazione ncc obblighi talmente stringenti che, a loro dire, non consentono in fatto di svolgere le prestazioni lavorative. Su tutti l'obbligo di rientrare nella rimessa al termine di ogni servizio. 

"Chi non salta è tassinaro", si sente dal profondo della piazza, considerata la diatriba storica che vede protagoniste le due categorie. Secondo Daniele Ercoli, presidente nazionale della Fai-confcommercio, il problema e l'astio tra le categorie deriva dal fatto che "in una stessa legge non possono stare insieme due professioni diverse, noi e i taxi svolgiamo una prestazione diversa con modalità totalmente differenti. Dovremmo, come tali, essere distinti in primis dalla legge".

"Noi al governo chiediamo che venga prorogata la sospensiva di quella norma del 2008 voleva castrarci, noi vogliamo che subito dopo la proroga della sospensiva si apra un tavolo tecnico per poter rifare una legge moderna ed efficente che tuteli i noleggiatori in primis. Noi nel Lazio e in Lombardia siamo stati vittime di vessazioni. Arrivando addirittura all'episodio in cui uno di noi, un ragazzo, Pasquale Leonardo è stato ucciso da un tassista davanti ad un Hotel. Tutto questo per una guerra inutile e una politica che non riesce a mediare tra due settori", ha spiegato Mauro Ferri, di Anitrav. 

A condividere gli obiettivi della manifestazione anche gli ncc autobus, non solo quelli autovetture. In proposito il segretario nazionale del sindacato Emet bus, Massimo Cenciotti, ha commentato " qualora non si ottenesse la sospensiva della legge e la sua successiva modifica verrà colpito il turismo in tutte le sue sfaccettature, gli ncc autovetture e autobus rappresantano un comparto fondamentale per il turismo a Roma, a rischio non è solo il mantenimento del livello occupazionale" .

La manifestazione, iniziata alle 11  è terminata alle 17. Gli interventi degli esponenti di diverse sigle sindacali sono stati interrotti da un avviso: il ministero dei trasporti ha comunicato di essere disponibile a un confronto. Una delegazione ha pertanto partecipato a un incontro con il capo di gabinetto del ministero, Gino Scaccia, in conferenza telefonica il viceministro Edoardo Rixi, in quanto fuori Roma. L'incontro non ha dato alcun esito, rinviando al 6 Dicembre un ulteriore appuntamento volto a risolvere il problema. "Noi continuiamo a rimanere in stato di agitazione e il giorno 6, saremo presenti nelle maggiori piazze d'Italia. Qualora dopo il 6 non dovessimo ottenere risposte affermative alle nostre istanze nel fine settimana successivo bloccheremo stazioni, aereoporti e porti. Questa volta anche andando contro quelle che sono le prescrizioni legislative, tutelare il nostro diritto al lavoro diventerà prioritario", ha dichiarato con forza Giulio Aloisi di Anitrav.

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