La pazienza delle imprese è finita: "Senza di noi non c'è Italia"

In 50.000 sono arrivati da tutta Italia per protestare contro la pressione fiscale e chiedere al nuovo governo una svolta politica ed economica. Lo slogan della protesta "Senza impresa non c'è Italia. Riprendiamoci il futuro"

Artigiani, imprenditori, lavoratori. Sono circa 50.000 i manifestanti che nella giornata di oggi 18 febbraio si sono radunati in piazza del Popolo da tutta Italia per la mobilitazione organizzata da Rete Imprese Italia, l'associazione che riunisce le 5 piccole e medie imprese della Cna, Confesercenti, Confartigianato, Confcommercio e Casartiginanati, per protestare contro la pressione fiscale e il calvario burocratico e per chiedere al nuovo governo che si insedierà nei prossimi giorni una svolta politica ed economica. Il tutto sotto lo slogan della protesta "Senza impresa non c'è Italia. Riprendiamoci il futuro".

"LA NOSTRA PAZIENZA E' FINITA" - "Questa manifestazione è la prova che la nostra pazienza è finita" urla il presidente di Rete Imprese Italia, Marco Venturi, dal palco della manifestazione. "Al nuovo presidente del Consiglio chiediamo di convocarci subito. Noi non molleremo. Saremo propositivi ma incalzanti".

"Oggi questa piazza diventa piazza del popolo degli imprenditori italiani, se lo ricorderanno tutti", gli fa eco Giacomo Alto, presidente di Casartigiani scatenando applausi e sventolio di bandiere. E ancora Giorgio Merletti, presidente di Confartigianato, "Matteo stai preoccupato. Non ci faremo più portare via il nostro futuro".

E intanto piazza del Popolo si tinge di bianco e blu, i colori delle bandiere di Confartigianato e Cna, mentre alle spalle del palco prendono posto gli ombrelloni rossi dell'Associazione Balneari. Tra urla, fischi, cartelli e scritte di ogni tipo, la richiesta che si erge tra la folla è una sola: far ripartire l'economia.

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