Licenziamenti Orchestra Sinfonica di Roma: i musicisti suonano in centro per dire 'No'

Oltre 70 membri del gruppo musicale perderanno il lavoro da luglio. A sostenerli Niccolò Rinaldi di Scelta Europea che guarda ai fondi e alle politiche culturali d'oltrape

L'Inno alla Gioia. Un inno all'Europa ma anche la sinfonia che ha accompagnato il flash mob dei musicisti dell'Orchestra Sinfonica di Roma. Questi hanno infatti suonato nel pomeriggio, prima nella Galleria Alberto Sordi, poi in Piazza Montecitorio. Vogliono urlare, anzi suonare, il loro 'No' all'annuncio di licenziamento che minaccia carriera e futuro.

I LICENZIAMENTI - La Fondazione Arts Academy ha infatti inviato una lettera di licenziamento collettivo a circa 70 musicisti e amministrativi dell’Orchestra. "Il 26 chiudiamo la stagione, poi ci aspettano alcuni concerti a scopo benefico e a luglio finisce tutto", ha raccontato uno dei violinisti.

IL PROBLEMA ECONOMICO - Il prestigio internazionale, il grande pubblico per cui ha suonato, i grandi musicisti che l'hanno affiancata e la affiancano sembra non siano serviti a nulla. La prestigiosa orchestra nostrana a breve potrebbe infatti vedere finita la sua vita. Vita iniziata nel 2002. Il problema è economico. La Fondazione dice di non aver più risorse per stipendi e affitti dell'Auditorium Conciliazione dove i membri provano e si esibiscono.

IL SOSTEGNO DI RINALDI - I musicisti non ci stanno e protestano. E se le Istituzioni al momento sembrano sorde al loro grido, un sostenitore lo hanno trovato in Niccolò Rinaldi. Per il candidato in Europa con Scelta Europea il silenzio della politica ha una ragione precisa: la mancanza di cultura.

IL SILENZIO DEI POLITICI - "Non so quanti politici vadano ai concerti e quanti godano dei benefici della musica sulla propria pelle", ci ha detto Rinaldi. "La politica dovrebbe invece capire che la cultura è la base della coesione sociale, della crescita economica e della bellezza. I dati parlano chiaro, dove si investe in cultura c'è meno disoccupazione, meno criminalità e più sicurezza".

LE SOLUZIONI - E se i problemi sono di carattere economico, una soluzione possibile c'è. I musicisti sono anche disposti a rinunciare all'Auditorium e lanciano un appello al Comune. "Per noi va bene anche cambiare sede", dicono, "siamo pronti a trasferirci per le prove in una delle proprietà comunali. E poi ci sono i contratti di solidarietà. Di cose se ne possono fare prima di abbandonare oltre 70 persone e le loro famiglie alle difficoltà del licenziamento".

L'EUROPA - Rinaldi guarda invece all'Europa. Alle sue buone politche culturali e ai suoi fondi. "Non esiste una Capitale europea che si rispetti che non abbia orchestre sinfoniche. Ci sono risorse e buone pratiche politiche che l'Italia preferisce lasciare oltre i confini del Brennero. La cultura deve invece diventare una filiera economica. Se non investiamo in ricerca e cultura saremo solo una provincia, nel mondo che viene".

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L'INCONTRO CON L'AZIENDA - La protesta perciò andrà avanti. Ma soprattutto i musicisti aspetteranno con ansia il 27 maggio. In questa data infatti si farà un incontro con l'Azienda e si capiranno le sorti del loro futuro.

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