Holiday Inn Parco dei Medici: lavoratori in rivolta contro i 98 licenziamenti

Nel maggio 2012 la società del Senatore PD Raffaele Ranucci aveva firmato un accordo con Cgil, Cisl e Uil che obbligava i dipendenti a finanziare il debito dell'azienda con le banche

Continua la battaglia dei lavoratori della Sidim srl, la società che gestisce l'importante struttura alberghiera dell'Holiday Inn Parco dei Medici. Dopo due anni di protesta, infatti, i dipendenti dell'azienda sono scesi in piazza nella giornata i ieri, mercoledì 12 febbraio, per manifestare contro i 98 licenziamenti richiesti dall'azienda presieduta dal Senatore PD Raffaele Ranucci.

LA VERTENZA - La vicenda affonda le radici nel maggio del 2012 quando il personale della Sidim manifestò per la prima volta contro l'accordo che obbligava i lavoratori a finanziare con la tredicesima, la quattordicesima e il premio di produzione (che ammontavano mediamente a 3.600 euro per ciascun dipendente) il debito della società con le banche. L'accordo, sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil, Sidim srl e Federalberghi, prevedeva inoltre che i soldi sottratti ai dipendenti per il finanziamento della società sarebbero stati restituiti solo se i lavoratori avessero concesso 24 giornate di lavoro in più nell'anno in corso, il 2012 appunto. In caso contrario sarebbero stati restituiti, senza interessi, nel 2014, 2015, 2016 e 2017 con le rispettive percentuali del 18%, 22%, 33% e 27%. Tutto questo provocò, oltre al blocco del turn over e del rinnovo dei contratti a termine, anche la trasformazione di alcuni contratti da tempo indeterminato full time a tempo parziale.

All'accordo si oppose l'Unione Sindacale di Base che da tempo chiedeva alla Sidim di cancellare l'accordo capestro ratificato dai confederali nonostante il forte dissenso espresso dai lavoratori. Ma nulla da fare. All'epoca la Usb assicurò che la lotta per la tutela degli interessi e la dignità dei lavoratori sarebbe continuata, e così è stato.

LO SCIOPERO - Nella mattinata di ieri i lavoratori della società di Ranucci sono ritornati in campo per difendere i loro posti di lavoro a fronte della decisione dell'azienda che, oltre alla procedura di licenziamento, ha chiesto la terziarizzazione di alcuni reparti della struttura tra l'altro senza l'obbligo di assunzione di tutti i lavoratori già impiegati.

"L'USB dichiara battaglia contro i licenziamenti e la terziarizzazione e rimane sempre al fianco della lotta dei lavoratori del Holiday Inn" spiega la confederazione. "Le ricette di Marchionne, Electrolux e del Senatore Ranucci non servono ad uscire dalla crisi: insieme ai lavoratori l'USB continua a battersi per il riconoscimento della dignità, dei diritti e di un salario vero".

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