Piazza di Spagna, blitz di Usb da Dolce e Gabbana: "No alla moda dei diritti negati"

Le lavoratrici si sono sedute a terra dentro al negozio con bandiere e striscioni. La protesta "contro il licenziamento di due lavoratrici dal punto vendita dell'aeroporto di Fiumicino"

Foto Facebook Francesco Iacovone

"Il vestito più bello è la nostra dignità". Protesta delle lavoratrici di Dolce e Gabbana ieri presso il negozio del famoso marchio di moda a Piazza di Spagna. Le dipendenti, tra le mani bandiere dell'Unione sindacale di base, si sono sedute per terra esponendo cartelli di protesta colorati. Tra le varie scritte: "No alla moda dei diritti negati"; "Reintegrate tutte. Non una di meno". 

A scatenare a protesta, a due giorni dallo 'sciopero delle donne' indetto in occasione dell'8 marzo, il licenziamento di quattro lavoratrici dal punto vendita di Fiumicino. "Due di loro sono state reintegrate mentre alle altre due è stato proposto un trasferimento a Verona e Capri" spiega il sindacalista Francesco Iacovone. "Una proposta che per Usb risulta inaccettabile e che, di fatto, equivale a un licenziamento". Le lavoratrici in questione, spiega ancora Iacovone, "non sono lavoratrici qualsiasi".

Continua Iacovone: "Dopo l'incendio che a maggio del 2015 distrusse una parte del Terminal 3 furono costrette a rientare subito al lavoro, nonostante la grave insalubrità dell'aria. Hanno pagato con la propria salute quella scelta dal momento che una di loro ha riportato alcun punti di invalidità Inail per intossicazione e l'altra aveva appena terminato il periodo di maternità. Ecco il risultato del loro infortunio". Conclude il sindacalista: "Chiediamo che vengano reintegrate nel nuovo punto vendita più grande che è stato aperto a Fiumicino". 

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