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Licenziamenti BPlus, in 300 rischiano il posto: "Basta giocare, lasciateci lavorare!"

Oggi a Piazza Venezia la manifestazione dei 300 lavoratori che rischiano il posto. Richiesto un incontro con il prefetto

"Non c'è più prospettiva, per un'informativa". "Basta giocare, lasciateci lavorare!" sono solo alcuni degli slogan che campeggiano dalle 9 di questa mattina sotto le finestre della Prefettura di Roma, a Piazza Venezia. A protestare sono i dipendenti della Bplus, società di gestione per l'offerta dei giochi pubblici (ossia quei giochi autorizzati dall'Amministrazione e quindi riconosciuti legali) a cui negli scorsi giorni è stata notificata a mezzo di una informativa la revoca della concessione da parte dei Monopoli di Stato che stabilisce in poche parole la cessazione dell'attività dell'azienda, e quindi il loro licenziamento.

Già ieri avevano proclamato lo stato di agitazione permanente, oggi hanno organizzato un presidio pacifico riunendosi tutti in piazza armati di fischietto e striscioni per rivendicare i loro diritti di lavoratori. "L'informativa che ci è stata recapitata, non è riferita alla Bplus in quanto tale, ma a uno dei suoi soci proprietari, per vicende legate alla sua vita personale assolutamente estranee a quella dell'azienda" - ci racconta Salvatore Gullotto, rappresentate dei lavoratori - "E' ingiusto precluderci la possibilità di lavorare all'interno di un'azianda che è di fatto in salute, economicamente sana e produttiva. Siamo in 300 a rischiare il posto, tutti ragazzi giovani e con un sudato contratto a tempo indeterminato. Non possiamo permettere di farci mandare a casa per un'informativa legata a un assetto proprietario e non prettamente operativo di gestione quotidiana della società".

Manifestazione contro licenziamenti Bplus

Nel frattempo la società ha garantito 60 giorni di proroga per portare di fatto i lavoratori al licenziamento definitivo, ma loro si dicono decisi a non accontentarsi di questo periodo di tempo per "essere accompagnati" alla chiusura dei battenti, bensì a lavorare ancora meglio per dimostrare il prezioso contributo socio-economico di una azienda efficiente e produttiva che ha sempre adempiuto a tutti gli obblighi assunti e che, tra l'altro, nel corso degli anni ha anche garantito allo stato il regolare ed integrale pagamento dell'imposta erariale (pari a circa 6 Miliardi di Euro). Ce lo racconta anche Pietro, 45 anni e dipendente della Bplus da 8, proprio come sua moglie: "Non voglio neanche pensare a come potremmo continuare a crescere nostro figlio se tutti e due perdessimo questo lavoro".

E così, giocando con l'acronimo dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che ha di fatto escluso la Bplus dalla procedura di selezione per il rinnovo della concessione di gestione della rete telematica per la raccolta del gioco tramite apparecchi da intrattenimento, i manifestanti si dicono "Autorizzati A Manifestare Senza tregua" e promettono di non lasciare la piazza fino a quando non verranno ascoltati dalle autorità competenti. Nel frattempo, grazie all'intervento di alcuni sindacalisti della Uil, sono riusciti a depositare una richiesta ufficiale di incontro con il Prefetto, che ha dato la sua parola per riceverli entro le ore 13:00.

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