Via del Corso, chiude Autogrill. I 77 dipendenti: "Licenziati via fax"

I lavoratori, in protesta davanti al ristorante: "Con un semplice fax si è sancito la rovina di 77 famiglie senza nessun margine di trattativa"

Addio al ristorante Autogrill su via del Corso. Il prossimo 7 giugno 2014 infatti sarà l'ultimo giorno in cui la struttura resterà aperta. A darne notizia i dipendenti che da ieri 30 marzo sono in protesta con striscioni e cartelli fuori dal locale.

La struttura rappresenta un luogo storico della Capitale. Autogrill spa ne ha acquisito il completo controllo nel 1995, battezzando anche l'insegna che dal 1955 riportava il marchio Alemagna. In precedenza, dal 1886 al 1955, il locale ha ospitato il Caffè Aragno, ritrovo di scrittori, giornalisti e intellettuali. Chi lavorava prima che il locale diventasse Autogrill prova un po' di nostalgia per il passato. "Ci veniva anche Pirandello" commenta Nicola. Ma se la precedente situazione era apprezzata dai dipendenti più anziani, nessuno avrebbe pensato che il presente sarebbe diventato così brutto a causa dei licenziamenti.

LICENZIATI VIA FAX - "Licenziati via fax", recita un lenzuolo. Sono 77 i lavoratori a rischiare il posto di lavoro. "Siamo stati messi alla porta via fax", spiega una dipendente. "Con quel foglio di carta Autogrill sancisce la rovina di 77 famiglie". Ma la cosa che più fa male ai dipendenti è "questo essere trattati come numeri, anzichè come persone" commenta Patrizia. "Durante una riunione del mese scorso ci avevano tranquillizzati sulla situazione. Avevano detto che per risparmiare si sarebbe ridotto lo spazio dei locali in modo da pagare meno d'affitto, ma l'attività sarebbe rimasta. Tutte cose ovviamente non scritte in nessun documento. Poi lunedì il duro colpo. Un colpo arrivato tra l'altro in maniera discutibile" continua la dipendente. "Hanno chiamato il direttore dicendo che avrebbe ricevuto un fax. Il foglio è arrivato e noi abbiamo scoperto di essere tutti senza lavoro dal prossimo 8 giugno. Avremmo almeno voluto un incontro per decidere del nostro futuro".

LA CRISI - Un futuro non roseo a causa della crisi del locale che però i manifestanti non vedono così nera. "E' vero" commentano i lavoratori "c'è stato un calo delle vendite. Dal 2012 la perdita è stata del 21%, ma si tratta di un dato calcolato sulla base di quelli che erano gli obiettivi dell'azienda e non rappresenta una situazione estrema". Insomma nessuno pensava a una chiusura. "Sono qui da 30 anni, avrei potuto immaginare forse una diminuzione del lavoro, ma non mi sarei mai immaginata un licenziamento" afferma Rosina.

I SACRIFICI - "Per continuare a far rimanere aperto il locale, nel tempo sono state tagliate diverse risorse. Noi lavoratori abbiamo anche fatto sacrifici, abbiamo avuto problemi con le ore e i permessi. Alcune volte ci hanno persino dislocato in altri Autogrill o Burger King per risparmiare" sottolineano indignati i manifestanti "e adesso rimaniamo senza lavoro e in mezzo a una strada".

LE STORIE - Una situazione complicata dunque che potrebbe mettere in condizioni particolarmente difficili i dipendenti. Molti lavorano all'Autogrill di via del Corso da decenni e, perso questo lavoro, non saprebbero cosa fare e come portare avanti la famiglia. "Sono figlio unico e mantengo mia madre" dice Danilo "data la sua età, devo anche pagarle le necessarie spese mediche. Che faccio senza lavoro?". E non se la passerebbe tanto meglio nemmeno Nicola che lavora nel locale dal 1987. "A me mancano otto anni alla pensione. Chi mi prenderebbe oltretutto a 54 anni? Ma io voglio lavorare. Mia moglie lavoricchia e abbiamo due figli disoccupati. Come facciamo se mi licenziano?". Altrettanto critica sarebbe la situazione di Antonella che parla quasi tra le lacrime. "Lavoro qui da 18 anni" dice "ho due figli che vivono a Ferrara e per fortuna lavorano. Ma io sono divorziata e il mio stipendio, tra l'altro di part time, mi serve a mantenermi". Come lei, tanti altri dipendenti , tra cui per esempio Alessia, Mascia, Sabrina o Piera, hanno bisogno di quello stipendio. "Chi per mantenere i figli, chi per pagare l'affitto, chi per contribuire alla spese della famiglia" dicono i manifestanti "e chi, come i dipendenti più giovani, per pagarsi gli studi e i costi della vita di un fuorisede".

POSSIBILITA' DI RICOLLOCAMENTO - Una speranza potrebbe venire da un eventuale ricollocamento dei lavoratori dopo la chiusura dell'Autogrill. Ma non tutti i dipendenti vedono questa possibilità come una soluzione concreta e facile da attuare. "Il ricollocamento non sarà semplice" dice Nicola "hanno già chiuso altri Autogrill e quindi è stato necessario risistemare già un certo numero di personale. Adesso ci aggiungiamo anche noi". Per qualcuno poi un nuovo impiego potrebbe essere difficile proprio a causa di problemi di salute nati in seguito al lavoro nel locale. "Lavoro qui da 18 anni" dice Mascia "ma una decina di anni fa ho subito un infortunio durante il servizio. Mi si è fratturata una vertebra e adesso non posso più svolgere lavori pesanti".

PROTESTA A OLTRANZA  - I dipendenti comunque non ne vogliono sapere di mollare. "Vogliamo che l'azienda ritiri il provvedimento" dicono. "Siamo pronti a scioperare a oltranza, pronti a tutto pur di difendere le nostre vite e quelle delle nostre famiglie". Una protesta che i lavoratori vogliono portare avanti in maniera non violenta anche se l'azienda, dicono, non si è dimostrata molto comprensiva. "Durante la protesta di ieri" commenta Patrizia "quando è arrivato il Capo area hanno cercato di impedire a chi scioperava di usufruire dei bagni e dell'acqua del locale. Abbiamo dovuto chiamare tre volanti, anche se tutto appunto va avanti pacificamente. Siamo anche andati in questura per chiedere il permesso di manifestare. Ci hanno detto quali sono gli orari per fare più caos. Nel resto del tempo rimarremo davanti al locale, senza bloccare le porte o la strada ma facendoci vedere" conclude la dipendente.

INCONTRO TRA AZIENDA E SINDACATI - Tutti i lavoratori sperano adesso nell'apertura di una trattativa tra azienda e sindacati che possa evitare chiusura e licenziamenti. Per il momento non ci sono stati incontri, ma una prima riunione è fissata per venerdì 4 aprile 2014.

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