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Martedì, 25 Giugno 2024
Economia

Libro bianco delle infrastrutture, la viabilità è il vero problema delle aziende di Roma Est

Presentato lo studio della Camera di Commercio di Roma

Uno sviluppo organico dell’area Est della Capitale, nuovi investimenti per il centro alimentare di Roma e per il Tecnopolo Tiburtino. Di questo ed altro si parlato nel corso del workshop che si è tenuto il 6 luglio nella sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano dal titolo "Lo sviluppo infrastrutturale. Le scelte del mondo economico a Roma e nel Lazio", organizzato dalla Fondazione per la Mobilità del Lazio, a cui hanno partecipato - tra gli altri - la Camera di commercio di Roma e gli assessori alla mobilità della Regione Lazio e del Comune di Roma, Ghera e Patanè. Un incontro che è servito a presentare il “Libro Bianco sulle priorità infrastrutturali del Lazio” e, in particolare, sul quadrante romano.

Roma Est

Il sistema camerale e le realtà economiche della provincia di Roma si sono confrontate per realizzare un approfondito studio sul quadrante est della Capitale. Una zona ricca di poli commerciali, logistica e ricerca ma che soffre ancora a livello di accessibilità e di disagio sociale. Nel Municipio VI, tanto per fare un esempio, si registra il valore più basso di Roma per quanto riguarda il reddito pro-capite. Un problema importante vista, soprattutto, l’estensione di questo quadrante che, da solo, è più grande dell’intera Milano.

Strade mortali

Il quadrante est rappresenta la porta d’accesso a Roma per migliaia di veicoli privati e pesanti. Una situazione che, unita alla scarsa manutenzione stradale, causa un tasso di mortalità sulle strade superiore alla media del resto della città. Ci si aspetta un netto miglioramento della situazione grazi ealle opere che dovrebbero essere terminate entro il 2024: il raddoppio della Tiburtina, le linee tranviaria “via Tiburtina”, “Termini-Giardinetti-Tor Vergata” e la  “Palmiro Togliatti”  che collegherà la linea B alla linea A e creerà nodi di interscambio anche con la linea C.

Tiburtina Valley

Il focus si è spostato quindi sulla cosiddetta “Tiburtina Valley” e, in particolare, sul Centro agroalimentare di Roma e il Tecnopolo. Nel libro si spiega come l’area sia caratterizzata da numerosi provvedimenti ma “la pianificazione e realizzazione degli interventi previsti sembra assecondare lo stato della rete dei trasporti pubblici focalizzato sull’adduzione al centro città più che lo sviluppo della centralità”.

Centro agroalimentare di Roma

Il piano industriale del Centro agroalimentare di Roma, il più grande mercato ittico e agroalimentare d’ Italia, prevede un ampliamento dell’attuale comprensorio con la costruzione di nuovi fabbricati per uffici e postazioni al servizio delle aziende produttrici e per la “catena del freddo”. L’obiettivo è quello di creare un sistema di logistico più efficiente, riducendo soprattutto il traffico su gomma. Il nuovo mercato, secondo le previsioni, porterà all’assunzione tra i 1500 e i 1800 dipendenti diretti e indiretti tra impiegati, tecnici, fornitori e produttori.

Il vero problema è arrivare al CAR. L’accesso a Roma è infatti problematico a causa della congestione e per la mancanza di aree adeguate che permettano di effettuare le pratiche di carico e scarico in modo efficace ed efficiente. Mancano anche banchine rialzate e aree refrigerate. Inoltre, non ci sono, per ora, attività di “truck sharing” che permetterebbero di decongestionare l’area e il centro di Roma.  Tutte lacune che le imprese vorrebbero venissero colmate quanto prima.

Tecnopolo Tiburtino

Più di 90 aziende di informatica, elettronica, aerospazio, ambiente si trovano all’interno del Tecnopolo Tiburtino, gestito dalla società per azioni “Polo Tecnologico Industriale Romano”, costituita nel 1995 per volontà della Camera di Commercio di Roma che ne è azionista al 96%. Quella che dovrebbe essere un’eccellenza del territorio non ha, secondo le imprese, una visione di rilancio a lungo termine, specialmente per quanto concerne l’infrastruttura viaria che la serve. Il servizio di trasporto pubblico è carente, con due soli autobus e senza una stazione della metro. Vicino c’è la stazione di Salone, dove passa un treno l’ora, e non ha parcheggi idonei.

Gli interventi da fare sono diversi. Bisogna risolvere il collo di bottiglia tra il GRA e la zona industriale, realizzare linee ferroviarie vicino al polo industriale, costruire una nuova rotatoria in via dei Radar per deviare parte del traffico su via di Sant’Alessandro e revisionare il piano di mobilità, migliorando l’accesso all’area con un collegamento bus più frequente con la vicina stazione di Salone. Ultima, ma non per importanza, c’è la questione della manutenzione straordinaria delle strade, prevedendo anche aree parcheggio ben definito e la messa in sicurezza dei marciapiedi.  

Lazio area affidabile

“Quando si parla di infrastrutture se ne occupano solitamente i pubblici amministratori, i tecnici - ha detto, durante lil workshop, Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di commercio di Roma - ma è importante anche sentire la voce di quelli che, grazie a un sistema infrastrutturale, hanno maggiori possibilità di operare. Roma è al centro del Paese. Un efficientamento della nostra città è un'enorme opportunità per tutti. Se Roma migliora, migliora l'Italia. Siamo la cerniera tra nord e sud. Se non ci fosse Roma, la tradizionale dialettica tra nord sud assumerebbe contorni più duri. Dal punto di vista dell'importanza geopolitica sono aumentate le nostre responsabilità. In questo momento ci sono tanti soggetti, investitori che bussano alla porta del Lazio dicendo che vogliono investire, in quanto area affidabile”.

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