Mercoledì, 4 Agosto 2021
Economia

Lavoro: scoperti 1.835 lavoratori non in regola tra Tivoli e Pomezia

Duecentocinquanta i lavoratori in nero, per un'evasione fiscale accertata di circa 15 milioni di euro. I lavoratori operavano nel settore dei servizi di facchinaggio, pulizie, logistica e movimentazione merci tra Tivoli e Pomezia

Vasta operazione contro il lavoro nero in due grandi centri della provincia di Roma, Tivoli e Pomezia. Impressionanti i numeri portati a galla dal comando provinciale della guardia di Finanza. Duecentocinquanta i lavoratori in nero, 1835 quelli non in regola con la normativa ed un'evasione fiscale accertata di circa 15 milioni di euro. Le società controllate operavano nel settore dei servizi di facchinaggio, pulizie, logistica e movimentazione merci tra Tivoli e Pomezia.

Sei gli imprenditori, tutti italiani, denunciati.

A Tivoli i controlli hanno riguardato una società cooperativa operante su gran parte del territorio nazionale nel settore del facchinaggio, servizi di pulizie e altri servizi alle imprese. Con l'escamotage dei contratti co.co.pro è stata accertata una evasione per oltre 2 milioni di euro di proventi non dichiarati e circa 2,5 milioni di euro di Iva non versata oltre all'omesso versamento di ritenute d' acconto per oltre 600 mila euro. I tre imprenditori italiani coinvolti sono stati denunciati.

A Pomezia invece i controlli hanno riguardato due cooperative del settore della logistica e movimentazione merci site nella zona industriale della cittadina. Qui sono risultati totalmente sconosciuti agli enti previdenziali ed assistenziali 250 lavoratori che ricevevano una busta paga formalmente regolare, senza però che alcuna comunicazione delle loro posizioni contributive ed assicurative fosse fatta all'Inps ed all'Inail.

Sono invece 550 i lavoratori irregolari individuati che, solo apparentemente, assumevano la figura di soci della cooperativa. In realtà però si trattava di lavoratori dipendenti, retribuiti con stipendi inferiori a quanto loro spettante. Le società sottoposte a controllo venivano gestite da "teste di legno" e venivano costituite con l'unico fine di frodare il fisco per poi sparire, spostando i lavoratori da una cooperativa all'altra.

Dalle indagine delle Fiamme gialle è emerso che c'era un unico gestore delle società cooperativa e recuperare a tassazione oltre 10 milioni di euro sottratti al fisco. Sono stati denunciati alla procura di Velletri 3 persone (l'amministratore di fatto e i due prestanome) per reati in materia tributaria mentre sono in corso gli accertamenti per l'individuazione e il sequestro dei proventi derivanti dall'illecita attività.
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