menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

L'Italia e le sue produzioni: la distribuzione come strumento di narrazione

Oscar Farinetti, presidente di Eataly, Christian Iperti, direttore generale di Auchan Italia, Marco Pedroni, presidente di Coop Italia e Roberto Burdese presidente di Slow Food in un incontro sulla distribuzione come narrazione del Made in Italy

“La distribuzione come strumento di narrazione del Made in Italy agli italiani e all’estero” è stato il tema del convegno, a Roma, il 9 aprile,  da Eataly, con la partecipazione di Oscar Farinetti, presidente di Eataly, Christian Iperti, direttore generale di Auchan Italia, Marco Pedroni, presidente di Coop Italia e Roberto Burdese presidente di Slow Food.

La narrazione, ha detto Farinetti in apertura, "é l'elemento essenziale che ci manca. Abbiamo una biodiversità unica al mondo grazie ad elementi eccezionali che si mescolano tra loro, producendo realtà che tutti amano e non sappiamo raccontarle". L'Italia e le sue produzioni spiegano storie che devono essere diffuse in tutto il mondo. Ad esempio, chiarisce sempre il patron di Eataly, "quanti sanno la differenza tra grano duro e grano tenero? Pochissimi. È quanti sanno cos'è un abs o le caratteristiche di uno smartphone? Tutti. Questo perché i produttori di tali beni  raccontano i dettagli delle loro merci, le spiegano sulle etichette e sulle scatole dei prodotti, invece, se noi ci avviciniamo ad un banco frutta, accanto alle mele c'è solo il prezzo". Ed è proprio per questo, conclude Farinetti, "che dobbiamo trovare sempre più sinergie con la grande distribuzione, superando la dicotomia piccole botteghe uguale qualità, grande distribuzione uguale prodotti meno buoni,  e realizzare momenti d'incontro per lavorare tutti al racconto migliore del Made in Italy".

Invito raccolto da Christian Iperti, capo di Auchan Italia, che "nei 58 punti vendita presenti in Italia, ha  realizzato corner di prodotti tipici e certificati, con l'angolo delle regioni". Mentre, aggiunge il capo italiano del colosso francese, "nei 13 paesi del mondo dove insistono ipermercati Auchan abbiamo spazi dedicati al Made in Italy, dove per l'appunto raccontiamo le eccellenze italiane".
Sfida raccolta da Marco Pedroni, leader di  Ipercoop nazionale, che nel suo intervento spiega con puntigliosa precisione quanto sia urgente "superare la dicotomi contadino buono, grande distribuzione cattiva. Se riuscissimo a stringere legami sempre maggiori con i produttori e questi ultimi fossero più disponibili a superare l'estrema frammentazione delle aziende, con ogni probabilità riusciremo ad elevare i margini di utile sia per i produttori che per la gdo".

Discorde la voce di Roberto Burdese, presidente di Slow food, sodalizio che ha fatto della tracciabilità la sua mission, che "richiama l'attenzione sulla necessità di affidarsi agli studi di Mario Pianesi per realizzare etichette parlanti che possano raccontare minuziosamente tutta la filiera produttiva".
È evidente come il tema è centrale nel dibattito economico nazionale, atteso soprattutto il dato esportazioni dell'agroalimentare che seppur segna un dato significativo con i suoi 30 miliardi di euro di valore, sconta 60 miliardi di food contraffatto presente sui mercati mondiali. Una quota, hanno concordato tutti, che seppur è un danno può rappresentare un nuovo potenziale mercato per quel desiderio di Italia che il mondo ci chiede e che il Paese tutto deve imparare a saper narrare.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
  • social

    "Fa er provola", perché si dice così?

  • De Magna e beve

    12 "vizi" artigianali: nuovo regno del tiramisù apre a Roma

  • De Magna e beve

    Dove mangiare i 5 supplì più buoni di Roma, rigorosamente "al telefono"

Torna su

Canali

RomaToday è in caricamento