Economia

"Multe Roma": un miliardo di euro per un città "insicura"

E' stato presentato il resoconto dettagliato dell'indagine "Multe Roma" alla Camera dei Deputati da parte di FLG e IICA. Il quadro? Nella capitale le sanzioni sono le più alte ma gli introiti non vengono utilizzati come prevede il Codice della Strada

Quattro anni di multe uguale a un miliardo di euro prelevati ai cittadini romani e non utilizzati secondo le norme del codice della  strada. Dall' indagine fatta dalla fondazione Luigi Guccione in collaborazione con l'Istituto Internazionale per il Consumo e l' Ambiente, presentata alla Camera dei deputati, è emerso però anche un altro dato: tra le 15 città italiane che sono state "interrogate" ( Bari e Firenze che non hanno risposto e provvederanno i rispettivi TAR a far pervenire le risposte) Roma è la città con il più alto tasso di mortalità e la più alta pressione sanzionatoria.

Per quanto riguarda la pressione sanzionatoria, cioè il prelievo procapite, a Roma è la più elevata: 101 euro seguita da Milano fino ad arrivare a Reggio Calabria, ultima con 10 euro. Ha il primato anche per il più alto tasso di mortalità: in cinque anni ben 1002 morti, 127.675 feriti tra i quali sono 7000 i disabili gravi permanenti. " Sono cifre impressionanti che non hanno eguali nella maggior parte delle capitali europee che registrano tassi di mortalità che sono radicalmente più bassi (dalla metà a 1/3) rispetto a quelli romani".

Secondo quanto emerso dai dati dell'indagine, Roma destina gran parte di tali risorse per finanziare metro e bus quando l'articolo 208 del Codice della strada prevede per i trasporti altri canali di finanziamento. E, nonostante tutto, la mobilità non subisce comunque grandi miglioramenti.

Secondo gli esperti si dovrebbe agire su due livelli: destinare le risorse dovute alla sicurezza stradale e all' educazione civica se consideriamo che gli atteggiamenti trasgressivi siano direttamente proporzionali alla mortalità sulla strada e rivendicare un più severo monitoraggio sulle entrate e sulle entità delle spese, visti i precisi obblighi di legge (Legge 120/ 2010). Inoltre servirebbe uniformare il criterio di rendicontazione estremamente differente tra le 15 città prese in esame.

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