I giovani romani acquistano sempre più merce contraffatta, sopratutto abbigliamento e cd

L'indagine mostra come i romani tra i 18 e i 25 anni, siano sempre più spinti a cercare oggetti falsi tra le bancarelle in strada e i mercati. Motivazione? Punire le griffe dei prezzi eccessivi

Mercato Porta Portese. Foto d'archivio

Quasi tre romani su quattro comprano merce contraffatta, in particolare abbigliamento. I dati di un'indagine operata dal Censis parlano chiaro: il 74,6% dei giovani residenti della capitale acquista merce taroccata. Al primo posto della classifica dei prodotti più venduti nel mercato del falso romano troviamo appunto i vestiti, seguiti da cd e dvd (48,3%) e accessori come cinture, portafogli, borse (45,3%) o scarpe (37,5%). Anche i piccoli accessori sembrano essere molti richiesti: gli occhiali da sole rappresentano una parte cospicua delle vendite con il 31,6% seguiti da orologi e bigiotteria con il 20,1% delle vendite. Fanalino di coda della classifica prodotti informatici con 18,2% e profumi o cosmetici con 16,1%. 

L'indagine è stata portata avanti su incarico della Direzione Generale Lotta alla Contraffazione-Uibm del Ministero dello Sviluppo Economico. Il campione prese in esame è formato da giovani di età compresa tra i 18 e i 25, intervistati nei mercati più importante di Roma come quello di Porta Portese, di Via Sannio e al Villaggio Olimpico.

I luoghi privilegiati per l'acquisto sono proprio le bancarelle in strada giudicate dall' 81,2% degli intervistati il modo più facile per acquistare i prodotti desiderati ma anche i mercati, con 48%, sembrano facilmente accessibili. Con l'arrivo della bella stagione anche la spiaggia diventa uno dei posti dove il 32,7% giovani romani acquista la merce contraffatta. Si possono trovare però anche nei negozi o su Internet. Allarmante risultato: il 7,5% dei giovani fa acquisti persino all'interno di case private.

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Se la maggior parte dei giovani dichiara di essere consapevole nell' acquistare materiale contraffatto, l'11% è ancora convinto di avere fatto un affare acquistando un capo autentico. Le motivazioni? In testa il risparmio (69,6%), poi possedere qualcosa di poco impegnativo (29,8%) o di cui si aveva effettivamente bisogno (28%). Ma sicuramente alla base della spinta nell'acquisto di oggetti falsi sembra esserci una volontà di "punire" le grandi aziende della moda per i loro prezzi di élite. Questo un pensiero che accomuna il 76,1% degli intervistati. 

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