rotate-mobile
Mercoledì, 18 Maggio 2022
Crisi del Turismo / Pinciano / Viale Antonello Trombadori

La valanga di licenziamenti nel turismo "incendia" le piazze: lavoratori pronti alla protesta

Il presidio dei lavoratori sotto Federalberghi, Uiltucs: "Crisi sociale devastante"

Gli effetti della pandemia scuotono il settore alberghiero e turistico di Roma: sono oltre 250 i lavoratori degli hotel della Capitale investiti dai licenziamenti

Gli hotel di Roma licenziano: 250 lavoratori messi alla porta

Azzeramento totale del personale allo Sheraton Roma Hotel & Conference Center che, chiuso dal marzo del 2020 e in piena “improrogabile” ristrutturazione, ha deciso di mandare a casa tutti e 164 suoi lavoratori. Arrivano a 41 gli esuberi dell’Hotel Cicerone, mentre sono 47 quelli previsti al Majestic di via Veneto dove la proprietà ha segnalato una “gravissima situazione finanziaria” dovuta a due anni consecutivi di pandemia con un calo del fatturato registrato al 90,4%. La storica struttura nel cuore della Dolce Vita passerà probabilmente di mano, ma non i suoi lavoratori messi alla porta. Vivono da mesi nell’incertezza i circa 25 addetti ai servizi in appalto del Barberini, in attesa di sapere che ne sarà del loro posto di lavoro. 

Turismo, non solo la crisi degli hotel: a Roma a rischio 8mila posti

Chef, addetti alle camere, segretari e lavoratori delle reception e dei front office, facchini e operai degli alberghi romani che sono solo la punta dell’iceberg di un comparto, quello del Turismo, in estrema sofferenza: tra guide, tour operator, aziende dei grandi eventi, ristorazione, servizi al turismo, taxi e Ncc, aziende di pulizie, lavanderia e manutenzione, la stima parla di circa 8mila posti di lavoro a rischio. Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha chiesto aiuto al governo sottolineando la necessità che parte dei 700 milioni che la legge di bilancio ha stanziato per misure straordinarie di sostegno sia destinata ad un nuovo ciclo di cassa Covid gratuita per alberghi e agenzie di viaggio delle città d'arte affinchè si fermino i licenziamenti. 

Monta la protesta dei lavoratori

Ma tra i lavoratori degli hotel della Capitale monta la protesta: mercoledì 19, in occasione dell’incontro tra sindacati e proprietà dello Sheraton, è previsto un presidio sotto la sede di Federalberghi. 

“Le procedure di licenziamento dello Sheraton, del Cicerone e del Majestic qualificano la scelta imprenditoriale delle imprese che decidono di  scollinare la crisi pandemica con la solita ricetta che rischia di portare la nostra città, il nostro Paese, ad una crisi sociale con impatto devastante sui lavoratori del turismo: ossia licenziare”, tuona ai microfoni di RomaToday Roberta Valenti della Uiltucs. 

La Uiltucs sui licenziamenti negli hotel: “Si riparta da lavoratori”

“A nulla sono serviti allora i ristori già riconosciuti alle aziende in difficoltà e le risorse del PNRR in arrivo. Quei lavoratori che hanno sostanziato negli anni l'eccellenza dell'offerta turistica romana non servono più  ed anzichè rappresentare, attraverso la loro professionalità il punto da cui ripartir ,sono considerati come zavorra di cui liberarsi. Nessuno - prosegue la sindacalista - può rimanere indifferente di fronte a questo rischio sociale che,se non arginato, può comportare  il rischio occupazionale di più di 8000 lavoratori che operano nel turismo romano. Qui si tratta di scegliere il proprio campo: rilanciare il turismo partendo dai lavoratori oppure sacrificarli. Le associazioni datoriali, in questo caso Federalberghi, non possono limitarsi ad accompagnare i propri associati in percorsi di espulsione del personale: l’appello  inviato al ministro del turismo da federalberghi ove si chiede l'apertura di un tavolo di crisi, non può coesistere con il supporto alle aziende che licenziano”. L’appello della sindacalista Uiltucs è che tutti gli attori coinvolti, le associazioni datoriali e le istituzioni, “assumano un ruolo attivo  anche attraverso consigli comunali straordinari o attivazione di tavoli di crisi in cui le parti coinvolte lavorino esplicitamente alla condivisione di un patto comune: preservare l'occupazione dei lavoratori a Roma”. 

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La valanga di licenziamenti nel turismo "incendia" le piazze: lavoratori pronti alla protesta

RomaToday è in caricamento