I licenziati di Carrefour Romanina si compattano su Facebook

Sul popolare social network i lavoratori messi alla porta hanno trovato il loro punto d'incontro per organizzare la lotta. Abbiamo intervistato il fondatore del gruppo che tra gli iscritti conta anche lavoratori ancora in organico

C'era una volta la sede del sindacato dove i lavoratori licenziati si riunivano per ore per trovare il modo migliore per “combattere” il padrone e portare avanti la propria lotta. Oggi, nel 2009, in piena crisi economica, c'è chi ha alla sede del sindacato ha affiancato anche mezzi decisamente più moderni, come quelli legati al web.

E' il caso dei 116 lavoratori licenziati da Carrefour al centro commerciale La Romanina che stanno portando avanti la propria lotta anche attraverso un gruppo ad hoc creato su facebook. “Carrefour La Romanina: i licenziati”, questo il nome del gruppo che raccoglie tra i propri iscritti non solo i lavoratori licenziati, ma anche i colleghi ancora in organico ed anche i lavoratori di altri punti vendita del gruppo che negli ultimi giorni hanno dato vita ad agitazioni a singhiozzo per solidarizzare con i colleghi fatti fuori.

Al momento il gruppo conta più di 250 iscritti, un numero però in continuo aumento, specie con l'approssimarsi dell'importante appuntamento in Regione di venerdì prossimo. Abbiamo provato a capire qualcosa in più di questo gruppo intervistando il suo fondatore, Andrea, che fra l'altro non è tra i 116 messi alla porta. E' ancora più interessante quindi chiedersi il perché della nascita di questo gruppo.

“Ho deciso di formare questo gruppo”, ci spiega Andrea,  “come prima risposta alla provocazione fatta dalla Carrefour nel prendere una decisione cosi drastica ed insensata che riguarda il licenziamento di 116 persone. In secondo luogo per non far sentire sole tutte quelle persone che in questo modo lo sono diventate, per provare in qualche modo a fare squadra. Questo in modo tale da poter affrontare questo avvenimento con un po piu' di coraggio”.

Questo gruppo è un modo per dare affrontare con più coraggio quanto accaduto
Pensi che in situazioni di licenziamenti, riunire su un social network come facebook le persone licenziate, possa essere utile?

Credo che uno strumento come facebook possa essere utile perchè tiene in continuo contatto le persone che ancora sono in azienda con quelle che (spero momentaneamente) non lo sono più. Questo vale ancora di più in in aziende come la mia. Inoltre sul gruppo si possono chiedere consigli sulla burocrazia della mobilità e chi lo sa non è detto che possa essere uno strumento per far trovare qualche altro tipo di lavoro ai colleghi. Da ultimo, anche se poi è l'aspetto forse fondamentale, è un ottimo passaparola per organizzare manifastazioni e sit in.

Che tipo di messaggi è possibile trovare nel gruppo?

Tra i licenziati e non solo prevalgono quei messaggi malinconici di quando si lavorava tutti insieme ed era quasi come una famiglia, degli anni tipo 92-96 quando si lavorava tanto,ma il divertimento nel vedere cosi tanta gente faceva passare la fatica...
 
Questo gruppo ha aiutato la coesione tra i dipendenti?

Decisamente si. Questo gruppo ha aumentato non solo la coesione fra le persone che sono state licenziate, ma anche fra quelle rimaste in organico. Probabilmente perchè tutti abbiamo capito che sarebbe potuto toccare a noi.

Qual è il messaggio che più ti ha colpito tra tutti quelli inviati sulla bacheca del gruppo?

Il messaggio che più mi ha colpito è di un mio collego. Ti prego di riportarlo per esteso.
“A volte mi chiedo: ma vale la pena fare tutto questo? Poi guardando verso tutte quelle persone che hanno perso il loro lavoro mi rispondo immediatamente: " SI ". Come possiamo lasciare tanti colleghi da soli davanti a questo grosso problema. Chi puo' essere indifferente davanti a questa grossa sciagura che ha colpito tante famiglie? Io voglio pensare nessuno.Allora il mio appello e rivolto a tutti i carrefour di roma e alle GS , restiamo accanto a loro attraverso la nostra partecipazione unitaria.Solo cosi possiamo avere un buon risultato e vincere la nostra battaglia"

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