menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

La Fiera di Roma è appesa alla variante: occhi puntati sul Tar dopo stop di Tronca

Da una parte il piano di rilancio, dall'altro una situazione economica sempre più precaria dopo la decisione del commissario di bloccare la valorizzazione dell'area dell'ex Fiera. E al Tribunale fallimentare è stata chiesta una proroga

Da una parte il progetto di rilancio, dall'altro una situazione economica sempre più precaria dopo la decisione del commissario straordinario Tronca di non trasmettere alla Regione Lazio la delibera sulla valorizzazione dell'ex polo fieristico sulla Colombo. Fiera di Roma è sempre più stretta nella morsa dei debiti. Verso i fornitori da una lato e verso Unicredit dall'altro. Per il concordato è stata chiesta una nuova proroga. Al Tribunale fallimentare il presidente di Investimenti spa, Luca Voglino, tra le motivazioni della richiesta ha portato il ricorso depositato al Tar del Lazio contro la decisione del Campidoglio.

TEMPI STRETTI - L'udienza in via Flaminia è fissata per il 17 maggio, spiega l'agenzia Dire, ma potrebbe essere già troppo tardi visto che pochi giorni dopo, il 24, i creditori dovranno votare sul piano di rientro dei debiti. La chiusura del concordato nei tempi stabiliti segnerebbe il fallimento di Fiera di Roma. Da mesi il futuro della Fiera di Roma è legato a doppio filo a quello della vendita dell'area dei vecchi padiglioni sulla Colombo, iter bloccato dalla decisione di Tronca che considera l'atto una decisione politica che quindi non compete al suo ruolo in Campidoglio. Il commissario vorrebbe infatti che la decisione venisse presa dal prossimo sindaco. 

IL PIANO DI RILANCIO, TRA INTERNAZIONALIZZAZIONE E CONGRESSI

IL RICORSO AL TAR - Al Tar è stato infatti chiesto di stabilire “se il passaggio della delibera sia un atto amministrativo dovuto" ha spiegato Voglino "e allora quell'iter deve andare avanti, o se si tratti di un gesto politico” confermando quindi la strada intrapresa da Tronca. Investimenti intanto prepara la vendita della ex Fiera e procede con la nomina tramite gara pubblica di un advisor immobiliare che, ha spiegato ieri Voglino nel corso della commissione Attività produttive della Pisana “deve avvenire entro la fine del mese”. 

IL DEBITO DA RISTRUTTURARE - A preoccupare è anche la situazione debitoria di Investimenti spa verso Unicredit che ammonta a 190 milioni di euro. “Dobbiamo ristrutturare il debito con la banca che è condizionato all'approvazione della delibera sulla valorizzazione della ex Fiera, che doveva avvenire entro il 30 giugno. Se entro questa data non c'è un nuovo accordo con Unicredit, la Fiera di Roma salta". Ha ricordato Voglino: “Paghiamo 22 mila euro al giorno di interessi passivi. Unicredit potrebbe prendersi sia la vecchia che la nuova Fiera. Questo accordo con la banca ci dà la finanza per pagare i creditori e fare una serie di interventi sullo stabile della Fiera che ha la necessità di una manutenzione straordinaria". Gli occhi, quindi, sono tutti puntati sulla variante urbanistica. “Se non ci sarà l'approvazione la controllante Investimenti sarà purtroppo obbligata a fare anche altre scelte" ha commentato il nuovo amministratore unico di Fiera di Roma, Pietro Piccinetti, a margine della presentazione del nuovo piano di rilancio di Fiera Roma, nella sede della Camera di Commercio.

NUOVA FIERA IN VENDITA? - Tra le possibilità c'è anche “vendere tutto, anche la nuova Fiera. Pensate che non faccia comodo a un cinese? Solo io ne conosco dieci. Se non passa la variante, qualcosa bisogna fare” ha confessato ai giornalisti.  La vendita dell'area della nuova fiera non è solo un'ipotesi. Sul piatto, come spiegato ieri in audizione, oltre alla belga Photonike, l'unica ad aver avanzato un'offerta scritta, ci sono diverse offerte di acquisto. “Unicredit ha ipoteche sulla vecchia e sulla nuova Fiera e, come qualsiasi creditore, se non trova un accordo può agire” ha continuato Piccinetti. “Sono arrivate manifestazioni di interesse per l'acquisto della nuova Fiera, anche una scritta, e questo estinguerebbe da solo tutti i debiti che abbiamo con Unicredit" ha aggiunto Voglino. Se accadesse questo “Investimenti sarebbe proprietaria della vecchia Fiera, senza debiti. Il problema è che i miei soci non sono privati ma istituzionali, e nell'ambito del loro interesse istituzionale hanno manifestato interesse per lo sviluppo del territorio, e quindi di avere un quartiere fieristico, che non sia quello vecchio". A questo punto, ha proseguito, "è chiaro che se si vende la nuova la Capitale rimane senza fiera. I soci sono contrari a questa eventualità”. 

LAVORATORI LICENZIATI - Resta appesa la situazione dei lavoratori licenziati. “La Fiera di Roma ha proceduto ai licenziamenti e a falcidiare le pretese dei creditori. Il nostro obiettivo è recuperare questa situazione e dare un impulso diverso, in modo che l'incremento del business possa dare speranza a riprendere quei lavoratori licenziati, su cui non c'era stata comunicazione a Investimenti, e di cui abbiamo dovuto prendere atto” ha spiegato Voglino a margine della conferenza stampa sul rilancio dell'attività fieristica. “Speriamo di riprendere i licenziati di Fiera di Roma. Ma bisogna lavorare” ha aggiunto Piccinetti. 

LA CONSIGLIERA - Alla conferenza stampa alla Camera di Commercio era presente anche Gemma Azuni, ex consigliera capitolina di Sel. “Mi sono sempre interessata in prima persona con atti e mozioni alla situazione della Fiera di Roma. Oggi sono qui per verificare lo stato delle cose e soprattutto per tutelare i lavoratori che sono stati licenziati senza tutele”. Per Azuni “si tratta di lavoratori preparati, sono la parte intellettuale dell'organizzazione del lavoro della fiera. Proprio oggi è stato presentato il progetto di rilancio senza parlare della ricollocazione di questi lavoratori”.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

RomaToday è in caricamento