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Lunedì, 27 Maggio 2024
La lettera

Nel centro commerciale di Roma più di 500 firme contro l'apertura del 1 maggio

I dipendenti dello shopping mall scrivono al direttore che ha scelto di tenere la struttura aperta dalle 10 alle 22: "Non siamo numeri ma persone che hanno una famiglia, una vita e che magari desidererebbero festeggiare tutti insieme"

Chiudere il centro commerciale il 1 maggio, giorno della festa dei lavoratori. È questa la richiesta che commessi e addetti alle vendite, insieme a chi si occupa della ristorazione, hanno inviato alla direzione di Euroma2, il grande shopping mall dell’Eur. 

Euroma2 aperto il 1 maggio

Il 1 maggio è stato infatti inserito tra i giorni di apertura straordinaria: negozi operativi dalle 10 alle 21; food and beverage dalle 10 alle 22; chiuso invece l’ipermercato. Ma i lavoratori non ci stanno e proprio come avvenuto l’anno scorso in centri commerciali, supermercati e outlet protestano. 

Lavoratori senza più domeniche né festivi. La rivolta nei centri commerciali e nei supermercati di Roma 

La lettera dei dipendenti

“Lavoriamo per 361 giorni l'anno, speso 6 giorni su 7, negli orari più svariati (che siano 5 ore lavorative o magari anche il doppio) e siamo operativi il più delle volte anche l'8 dicembre, il 26 dicembre, il 1 gennaio, a Pasquetta, il 25 aprile, il 2 giugno e pure a Ferragosto. Siamo sempre qui, con il sorriso e con la professionalità che ci lega al nostro lavoro e alle aziende dalle quali dipendiamo. II 1° maggio si festeggiano i lavoratori di tutto il mondo (incluso Lei)” si legge nella lettera inviata al direttore di Euroma2. “Sarebbe davvero bello se decidesse di sospendere l'apertura del centro commerciale in questa ricorrenza, mostrando rispetto per il diritto di noi tutti a festeggiare un giorno simbolicamente importante per i lavoratori, così come da calendario dal 1889”.

500 firme per chiudere nel giorno della festa dei lavoratori

Oltre 500 le firme allegate. “Siamo tantissimi e non siamo numeri ma persone che hanno una famiglia, una vita e che magari desidererebbero festeggiare tutti insieme la festa del lavoro. Nel raccogliere le adesioni dei colleghi ci siamo resi conto che alcuni avevano addirittura timore di firmare, altri ancora non si sentivano liberi di apporre la loro firma senza prima consultare il manager di turno. Questo - si legge ancora - a nostro avviso la dice lunga su come spesso il luogo di lavoro venga vissuto come un posto in cui non ci si sente liberi di esprimere il proprio parere, nemmeno su una questione più che legittima come questa”. Da qui l'appello di lanciare “un bel messaggio” a tutti i dipendenti del centro e soprattutto a coloro “che vivono la loro esperienza lavorativa con la paura di poter esternare un libero pensiero”. 
 

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