Edilizia: mercato in stallo. Le tre "R" per il rilancio secondo Cna

A fine 2012 le compravendite di abitazioni si sono ridotte del 26% in provincia

La fase più acuta della crisi del mercato delle costruzioni è stata raggiunta nel biennio 2011-2012. Ma a giudicare dalle prime stime per il 2013, non può dirsi conclusa. La crisi cambia la fisionomia del mercato, condizionato da un Pil pro-capite in evidente riduzione e da una flessione degli investimenti in costruzioni, al minimo da 15 anni a oggi. Sono alcuni dei dati diffusi stamattina dalla Cna di Roma che in collaborazione con il CRESME ha presentato il notiziario E.C.O. (Economia, costruzioni, occupazione), osservatorio trimestrale sul mercato delle costruzioni, accompagnato da un focus dal titolo “Rinnovo, gestione e riqualificazione energetica: le potenzialità per il territorio romano”.

Scende il mercato del nuovo (-6,3% tra 2013 e 2012, -58% rispetto al 2006); la manutenzione straordinaria è ferma, mentre si stima una debole ripresa per quella ordinaria (+1,8% la stima per il 2013, + 4% rispetto al 2006). Nel complesso si sconterà ancora una riduzione dell’1% rispetto al 2012, che si è chiuso con indicatori tutti in negativo, confermando le previsioni del precedente notiziario.

Per quanto riguarda i bandi pubblicati per opere pubbliche il 2012 si è chiuso con un calo degli importi pari all’84% rispetto al 2011. Nel primo trimestre 2013 il numero di aggiudicazioni cala del 36% rispetto allo stesso periodo del 2012. Frena il Partenariato Pubblico Privato (PPP): nel 2012 il numero di gare si riduce del 7,6% rispetto al 2011, pur mantenendo un peso del 31% sul totale mercato delle opere pubbliche.

A fine 2012 le compravendite di abitazioni si sono ridotte del 26% in provincia, con picchi, per quelle non residenziali, del 39%. Il credito ha giocato la sua parte: i finanziamenti per l’acquisto hanno raggiunto nel 2012 il livello più basso dal 2001; gli impieghi al settore delle costruzioni calano tra marzo e dicembre 2012 e continuano a farlo nei primi due mesi del 2013.

In questo scenario, quanto mai rilevante è il rinnovo che, tra manutenzione ordinaria e straordinaria, ha mantenuto il ruolo di ammortizzatore territoriale a fronte delle oscillazioni dei nuovi investimenti. Questo comparto ha sfiorato i sette miliardi di euro l’anno (in valori costanti a prezzi 2005), passando dai 5,9 milioni del 1999 ai 6,6 miliardi del 2012. La nuova produzione è invece passata da 2,2 miliardi a 4 miliardi tra il 1999 e il 2006, per tornare a 1,8 nel 2012, e a meno di 1,7 miliardi nel 2012. Una riqualificazione spinta dalla vetustà del patrimonio edilizio e dall’obsolescenza delle componenti. La metà degli edifici in provincia di Roma è stato costruito prima degli anni ’70 e un terzo di questi è in stato di degrado. Considerati gli edifici più nuovi, ma in pessimo stato di conservazione, il 15% dello stock provinciale è in mediocre o pessimo stato di conservazione. Sugli stessi livelli la quota a Roma città (16%).

E poi c’è l’attenzione crescente alla manutenzione del territorio e all’adeguamento ai rischi sismici e idrogeologici del patrimonio edilizio, privato e pubblico che si svilupperà molto nei prossimi anni. Infine c’è il capitolo della riqualificazione urbana, che assorbe soprattutto interventi di rinnovo: circa l’80% del numero complessivo di opere in gara rientra sotto questa voce.

E poi c’è il capitolo della riqualificazione e dell’efficientamento energetico degli edifici. L’ENEA evidenzia un boom tra il 2007 e il 2010: le domande sono passate da meno di 3.000 a quasi 12.000, per interventi di valore pari a 113 milioni di euro (contro i 38 del 2007), un risparmio energetico di 37 Gwh l’anno, contro i 17 del 2007.

Ma c’è un nuovo“soggetto” che caratterizza il mercato: gli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, in grande espansione. Secondo le prime stime del CRESME, in provincia, si è raggiunto nel 2011 i 686 milioni, con un balzo eccezionale rispetto al 2010 e ancora più rispetto agli anni precedenti.

“Di fronte ad un mercato che si va riconfigurando, dove assumono sempre maggior peso il rinnovo e la manutenzione rispetto al nuovo, dove cresce l’incidenza degli interventi sulle Fonti energetiche rinnovabili e sul risparmio energetico, dobbiamo cambiare indirizzo. Serve una riflessione sul rilancio del territorio attraverso una nuova programmazione di interventi che privilegino il recupero, la riqualificazione, la rigenerazione urbana (le Tre ‘R’) a scapito del consumo indiscriminato di suolo” così Alessandro Maruffi, presidente Cna Costruzioni Roma

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