Giovedì, 18 Luglio 2024
Economia

Le famiglie romane sempre più indebitate: pesano mutui alti e caro bollette

Nella Capitale l’importo medio dell’indebitamento per nucleo familiare è di 30.851 euro. I dati diffusi dalla Cisl Lazio: “Solo con il lavoro si può invertire la rotta”

Le famiglie di Roma e del Lazio sono sempre più indebitate. Nella Capitale l’importo medio dell’indebitamento per nucleo familiare è di 30.851 euro. Complessivamente lo stock dei debiti bancari in capo alle famiglie è passato da 59.174 milioni di euro a 60.848. Con un aumento del 2,8% nel passaggio dal 2021 al 2022. 

Gli effetti di mutui alti e caro bollette

“Una fotografia che va analizzata con attenzione e non sottovalutata”, ha sottolineato Enrico Coppotelli segretario della Cisl Lazio. “Certamente tra le cause di questa situazione bisogna considerare il peso dell’inflazione, l’incremento del costo dei mutui, l’impennata delle bollette e l’intera congiuntura nazionale ma anche internazionale. Non è inutile aggiungere che la maggiore incidenza del debito sul reddito si registra nelle famiglie economicamente più vulnerabili, cioè in quelle che sono a rischio povertà ed esclusione sociale. Perché tutti gli indicatori economici sono concordi nel ritenere che le crisi che si sono succedute ininterrottamente dal 2008 hanno visto crescere in progressione geometrica il numero delle famiglie in difficoltà. Allargando il divario tra poveri e ricchi”. 

I dati sull'indebitamento delle famiglie del Lazio

Non va meglio nelle altre province della regione. A Latina l’importo medio per famiglia è di 19.315 euro. Con uno stock complessivo cresciuto del 2,9%: da 4.540 a 4.674 milioni. A Viterbo indebitamento medio pari a 18.481 euro a famiglia, stock passato da 2.592 a 2.638 milioni di euro, con un +1,7%. Poi c’è Rieti: 16.289 euro l’indebitamento medio a famiglia. Crescita del 3% dello stock: da 1.129 a 1.162 milioni di euro. Infine la provincia di Frosinone, dove l’indebitamento medio di un nucleo familiare è di 15.185 euro. Stock aumentato dell’1,6%: da 3.026 a 3.075 milioni di euro.

"Lavoro è unico modo per invertire rotta"

“A tutto questo si può e si deve rispondere con il lavoro”, l’esortazione del sindacalista. In un recente intervento la Cisl Lazio ha ribadito che la priorità non può che essere quella di rafforzare servizi e risorse per le famiglie povere, le persone fragili, gli occupabili. “Servono investimenti sulle politiche attive: soltanto in questo modo sarà possibile accompagnare chi può lavorare da logiche di sussidio ad una occupazione. Purtroppo fenomeni come il lavoro precario, il lavoro povero, la mancanza di occupazione stabile, le difficoltà ulteriori che tarpano le ali alle donne e ai giovani rappresentano delle criticità che alla fine scavano la stabilità delle famiglie come un fenomeno carsico”. Da qui la richiesta di potenziare i centri per l’impiego, sia in termini di presenza di personale che di riorganizzazione. “Formazione e competenze sono cruciali. Per noi soltanto il lavoro è la risposta alla crisi delle famiglie”. 


 

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