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Economia

Crisi del turismo, l’eco di Roma arriva al governo: “Impediremo alibi per licenziare”

Prima seduta del tavolo interistituzionale sul settore: il Ministero del Lavoro punta su ammortizzatori sociali, i sindacati chiedono “diritto di prelazione alla riassunzione” per lavoratori in esubero

“Se questa crisi fosse usata a pretesto per licenziare lavoratori e assumerne altri a condizioni diverse dal punto di vista contrattuale, ci muoveremo per impedire strategie di questo genere”. E’ stato perentorio il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, al tavolo interistituzionale convocato per discutere della crisi del settore che sta investendo Roma. 

Crisi del turismo, a Roma oltre 340 licenziamenti

La Capitale è davanti ad una vera e propria “mattanza” dei lavoratori degli hotel: già confermati i 164 licenziamenti dello Sheraton e i 47 del Majestic, esuberi ai quali si andranno a sommare quelli di Cicerone, Ambasciatori Palace e Victoria. Oltre 340 le persone coinvolte e che in larga parte vedranno le strutture chiuse dal lockdown riaprire, dopo ristrutturazioni e ammodernamenti, senza di loro. 

I sindacati, che hanno parlato di un rischio di 8.500 licenziamenti tra lavoratori diretti e indotto, hanno proposto come exit strategy per sterilizzare questa dinamica "un diritto di prelazione alla riassunzione” quando gli hotel riprenderanno la loro attività. 

Licenziamenti negli hotel a Roma: il governo spinge su ammortizzatori sociali

Il governo, dal canto suo, spinge sull'utilizzo degli ammortizzatori sociali disponibili. Il ministero infatti da tempo ha messo in campo una pluralità di strumenti, a partire proprio dagli ammortizzatori sociali, per cercare di affrontare la crisi di uno settori più colpiti dagli effetti della pandemia ed evitare vittime sia tra le aziende che tra i lavoratori. "Questo insieme di strumenti può essere plasmato alla situazione specifica ma - ha sottolineato Orlando - c'è un punto da cui non si può sfuggire: la volontà dell'impresa di perseguire questi strumenti che per quanto possano essere ancora di maggior vantaggio, non possono assecondare una logica liquidatoria delle imprese o di restart, perché sono tutti strumenti che sono finalizzati alla continuità dell'attività". 

Crisi turismo: le richieste dei sindacati

Ne sono consapevoli anche i sindacati. “Il tavolo resta aperto ma non basta condannare gli atteggiamenti scorretti da parte di alcune aziende, in particolare di fondi immobiliari che, mentre investono ingenti risorse, mettono alla porta i dipendenti per puntare alla loro futura sostituzione. Servono interventi urgenti, normativi, per impedire questa irresponsabilità” - hanno scritto in una nota Cgil, Cisl, Uil di Roma e Lazio, Filcams Cgil, Fisascat CISL, UILtucs di Roma e del Lazio.

La prima richiesta è la messa a disposizione di ammortizzatori gratuiti, tenuto conto della crisi del mercato, che nessuno nega. Vanno eliminati gli alibi. E poi serve l'estensione del diritto alla riassunzione, passando dagli attuali 6 mesi a 24, agganciando questo diritto al godimento della Naspi e al luogo di lavoro.

“Dal tavolo è emersa anche la richiesta di avere delle misure ad hoc per le città d’arte che hanno una vocazione turistica diversa dalle località di villeggiatura estive e invernali (già quasi tornate ai livelli pre-crisi, a differenza di queste ultime e quindi di Roma). Si è proposto ai due ministri la messa in campo di misure specifiche in tal senso, che possano riguardare la città di Roma, visto che il flusso turistico della Capitale è legato solo ed esclusivamente all’essere considerata un ‘museo a cielo aperto’.  Sarebbe paradossale che da questa crisi se ne uscisse con finanziamenti al settore che premino chi licenzia. Deve semmai succede il contrario. Disincentivare pesantemente - è l’indirizzo delle organizzazioni sindacali - chi licenzia”. 

La Regione Lazio per le politiche attive del lavoro

Anche la Regione Lazio ha ribadito la disponibilità a mettere in campo tutti gli strumenti di politiche attive, concordati con le parti sociali, al fine di salvaguardare il lavoro e le imprese. “Nell'ambito degli ammortizzatori sociali conservativi - hanno detto gli assessori della Regione Lazio, Valentina Corrado (Turismo) e Claudio Di Berardino (Lavoro e Nuovi diritti) - siamo disponibili a finanziare la formazione per i lavoratori che saranno sospesi in cassa integrazione. Così come, siamo pronti a mettere a disposizione strumenti per la riqualificazione dei lavoratori licenziati affinché possano essere ricollocati nel mercato del lavoro”. 

La posizione di Federalberghi

Nonostante centinaia di licenziamenti con i lavoratori storici degli hotel di Roma, quasi tutti di lusso e pluristellati, a chiedere tutele e garanzie, Federalberghi accenna un timido ottimismo e riporta un punto di vista differente sulla genesi dei licenziamenti. "Stanno arrivando i fondi stranieri, che comprano gli immobili e l'azienda chiude perché non gli interessa la gestione". Secondo il presidente di Federalberghi, Giuseppe Roscioli, Roma tornerà a valori prepandemia sul turismo nel 2024 e che fino a una parte del 2023 continuerà a vivere le difficoltà di questi giorni, perché continuerà a mancare il mercato turistico giapponese, asiatico e del sud America. E proprio per evitare che le aziende siano costrette a vendere, innescando così i licenziamenti, ha chiesto al governo, ad esempio, di prorogare la moratoria su mutui e finanziamenti scaduta il 31 gennaio. Inoltre, sulla tutela dei lavoratori ha proposto di costruire un database dove raccogliere tutte le persone fin qui licenziate per “creare un percorso di cui possano beneficiare le aziende che le riassumano”. Ammettendo candidamente che "un'azienda che deve assumere probabilmente assumerà giovani perché il percorso per i giovani è agevolato". In barba a quei lavoratori che nel tempo hanno contribuito al prestigio e alle “stelle” degli hotel romani e che oggi si ritrovano senza occupazione. 

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