Mercoledì, 28 Luglio 2021
Economia

Crisi covid, Confcommercio: "18.000 imprese chiuderanno entro il 2021. Persi 49.000 posti di lavoro"

Nei primi tre mesi dell’anno già 2.300 imprese hanno già chiuso. I comparti turismo, commercio e servizi rappresentano il 75% della forza lavoro

Roma perderà quasi 18.000 imprese entro la fine del 2021 per la crisi generata dalla pandemia di coronavirus. È quanto emerge da un’analisi di Confcommercio, che evidenzia come tutti gli indicatori economici dei comparti del turismo, del commercio e dei servizi (che rappresentanti il 75% della forza lavoro della Capitale) siano in negativo: nei primi tre mesi dell’anno già 2.300 imprese hanno già chiuso, e alla fine dell’anno, al netto di nuove aperture, il numero delle imprese totali sarà di poco superiore a 275.000.

Le chiusure da coronavirus sono già costate il posto a 49.000 persone - questa la differenza tra 2019 e 2020 - e a fine 2020 gli occupati nelle imprese del commercio, del turismo e dei servizi erano 1.239.000. I ricavi persi nel 2020 rispetto al 2019, stando a Format Research, sono pari a 12 miliardi, suddivisi tra commercio (- 6 miliardi), turismo (-2,5 miliardi) e imprese (- 3,5 miliardi)

perdita di quasi 18.000 imprese entro il 2021, con una contrazione di sette punti base dell’indicatore. Quasi 2.300 imprese del terziario hanno già chiuso nei primi tre mesi del 2021. La stima del numero degli operatori dei comparti dei comparti del turismo, del commercio e dei sevizi alla fine dell’anno sarà quindi pari a poco più di 275.000 imprese.

“Questi dati preoccupanti impongono una riflessione a la messa in campo di rapide contromisure da parte delle nostre Istituzioni - ha detto Romolo Guasco, direttore di Confcommercio Roma - È evidente come per la Capitale d’Italia il terziario rappresenti il cuore dell’economia cittadina e non intervenire tempestivamente vorrebbe dire lasciare in agonia Roma".

«Auspichiamo quindi che proprio le tematiche della crisi e le relative proposte serie per la ripartenza vengano messe come priorità dai candidati della prossima campagna elettorale - conclude Guasco - È infatti evidente che in questo momento servono misure strutturali e non semplici palliativi: non basta mettere una fioriera in centro per poter parlare di rinascita. Servono misure economiche di sostegno per ripartire ma soprattutto é necessario che gli operatori del commercio, del turismo e dei servizi vengano messi in condizione di lavorare liberi anche dai quei lacciuoli burocratici ancora più insopportabili in questo periodo di crisi».

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Crisi covid, Confcommercio: "18.000 imprese chiuderanno entro il 2021. Persi 49.000 posti di lavoro"

RomaToday è in caricamento