La Roma a 56k: viaggio nei quartieri della Capitale senza Adsl

Molte zone di Roma non hanno ancora una connessione adeguata a internet. La Provincia tenta di colmare il vuoto diffondendo il WiFi, ma la soluzione del problema è ancora lontana

Mentre Francia e Gran Bretagna hanno raggiunto il 100% della copertura della banda larga, a Roma esistono ancora zone nelle quali l'ADSL è un miraggio. Migliaia di cittadini tagliati fuori dal mondo, sebbene vivano in una delle più importanti capitali europee, costretti a navigare alla velocità di 56K, a ricorrere a poco convenienti internet key o a inaffidabili connessioni WiFi e WiMax.

CAUSE E SOLUZIONI - Laddove il disagio non è causato dalla presenza di obsolete apparecchiature multiplexer (mux), è la lontananza dalla centrale Telecom a privare l'utente della banda larga. I dispositivi mux, installati negli anni Settanta per fornire i servizi telefonici di base ai luoghi distanti dalle centrali, oggi impediscono ai cittadini di avere un collegamento ADSL, come in via della Pisana, a pochi passi dagli uffici della Regione Lazio. In alcuni casi Telecom ha risposto alle sollecitazioni dei quartieri installando dei minicab ("zainetti"), come a Corcolle e a Casal Monastero, ma l'intervento si è rivelato spesso un semplice palliativo. Ogni "zainetto" infatti offre un numero limitato di utenze ADSL che vengono saturate in brevissimo tempo. A Palmarola, nel XIX Municipio, nel febbraio scorso Telecom ha inaugurato una nuova centrale ma altrove, come a Settebagni, Bufalotta e Cinquina, le richieste non sono state nemmeno prese in considerazione. Sbirciando i commenti lasciati dagli utenti sui forum dedicati e parlando con chi da anni sta cercando di ottenere una connessione accettabile, si intuisce che Telecom non ha molto interesse a potenziare il servizio, tanto che alcune abitazioni, come in via Alvaro del Portillo nel XII Municipio, sono addirittura prive di linea telefonica. A risentirne sono soprattutto i quartieri di origine abusiva, come Colle Prenestino e Infernetto, e le aree di recente urbanizzazione, come Monte Stallonara, dove i servizi stentano ad arrivare.

LA SOLUZIONE DELLA PROVINCIA - La Provincia di Roma sta cercando di porre rimedio al disagio degli utenti con l'attuazione del "Pianoinnovazione", lanciato nel 2009, che prevede di diffondere a Roma e in provincia la banda larga delle reti WiFi nell'arco di 5 anni. Il progetto ambisce a realizzare una rete di aree pubbliche, "Provincia WiFi", per consentire l'accesso ad internet ai cittadini della provincia di Roma, e ad estendere la banda larga attraverso lo sviluppo del piano "Zero Digital Divide". I 760 hot spot di "Provincia WiFi" verranno installati in piazze, biblioteche, sedi istituzionali, università, ospedali, centri sociali, sportivi e ricreativi e i romani potranno accedervi registrandosi sul sito della Provincia di Roma. Nel X Municipio, per esempio, dove la presenza di centrali mux blocca la diffusione della banda larga, la Provincia ha presentato lo scorso aprile quindici nuovi hot spot, installati nella sede del municipio, presso la sede dei vigili del fuoco a Capannelle, la biblioteca comunale di via Leonardi, il centro per l’impiego di viale Vignali, il Circolo ippico Acquasanta, il circolo sportivo Alma nuovo e nei centri anziani del parco Romanina, Largo Spartaco e Cinecittà Est, il circolo Bocciofilo ‘Monte del grano’ ed alcuni esercizi commerciali del quartiere che ne hanno fatto richiesta.

"ZERO DIGITAL DIVIDE" - Attraverso il piano "Zero Digital Divide", invece, la Provincia sta operando un monitoraggio delle zone della Capitale e del territorio provinciale per individuare e cercare di colmare l'assenza di copertura ADSL, organizzando tavoli e confronti con i diversi operatori. Come nel caso di Riano, dove i quartieri Stazzo, Colle delle Rose, Antico Lazio-Codette e Monte Percino sono privi tanto di infrastrutture via cavo quanto di banda larga e WiFi. Sollecitata dai cittadini, l'amministrazione provinciale ha invitato Telecom e Fastweb per l'ADSL, Wind e Vodafone per le trasmissioni in mobilità e alcuni operatori per il WiFi e il WiMax, come Unidate, Ydea, Simpleo, Linkem e Aria, a formulare proposte concrete e a valutare un intervento per fornire un adeguata connessione internet agli abitanti.

GUARDANDO ALL'EUROPA - Le iniziative delle Provincia servono senz'altro a dare un segnale positivo ai cittadini, che si sentono dimenticati dalle istituzioni, ma molto resta ancora da fare. Nella maggior parte dei casi la soluzione resta nelle mani di Telecom Italia, che controlla le linee e fatica a potenziare il servizio esistente e a fornirlo alle aree di recente costruzione, mentre tecnologie alternative come il WiMax si sono rivelate, finora, poco affidabili. Forse solo un intervento dell'Unione Europea potrebbe costringere Telecom a fornire a tutto il Paese una connessione internet adeguata, allineandosi così ai parametri fissati dal "Telecoms Package" approvato lo  scorso maggio.

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